sabato 1 aprile 2017

Genova, trovata una sepoltura...particolare

La straordinaria sepoltura trovata vicino Genova
(Foto: Fabrizio Benente, Università di Genova - DAFIST)
Durante le indagini in un cimitero del XIV secolo, i ricercatori hanno identificato un rarissimo caso di "nascita in bara", un fenomeno piuttosto raccapricciante in cui il feto di una donna incinta defunta viene espulso all'interno della sepoltura. L'evento è stato raramente segnalato in archeologia ed è noto come espulsione fetale post mortem. Deriva da un accumulo di pressione del gas all'interno del corpo della defunta in decomposizione..
La sepoltura indagata è stata trovata nel cimitero dell' "ospitale" di San Nicolao di Pietra Colice, non lontano da Genova. Il feto espulso aveva circa 38-40 settimane, era completamente formato e si trovava all'interno del canale di nascita.
I resti della donna e del suo bambino non ancora nato sono stati scoperti nel 2006, sepolti con altri due giovani individui di 12 e 3 anni. Solo recentemente questa straordinaria sepoltura è stata studiata. La ricerca è stata condotta da Cesana Deneb, dell'Università di Genova, in collaborazione con Ole Jorgen Benedictow, storico della peste dell'Università di Oslo, e Raffaella Bianucci, bioantropologa dell'Università di Warwick, in Inghilterra.
L'ospedale di San Nicolao si trovava accanto ad una chiesa ed era utilizzato come luogo di sosta per viandanti e pellegrini diretti a Roma. La donna, la cui età è stata stimata tra i 30 e i 39 anni, è stata trovata deposta parzialmente sul fianco, alla sua sinistra i due giovani individui, il cui sesso è ancora sconosciuto. Si tratta dell'unica sepoltura multipla del cimitero, le altre sepolture erano singole. La sepoltura è stata datata al XIV secolo, il periodo in cui la peste nera arrivò a Genova (1348). I ricercatori pensano che la donna e i due bambini morirono, molto probabilmente, proprio di peste.
Le analisi hanno confermato che la donna, il feto e l'individuo dodicenne sono risultati positivi all'antigene F1 di Yersinia pestis, il batterio che causa la peste. Si tratta della prima prova di infezione da Yersinia pestis risalente al XIV secolo in Liguria. La peste arrivò in Liguria partendo dalla zona portuale di Genova, da dove si diffuse sulle principali vie di comunicazione.
La donna soffriva anche di displasia congenita all'anca e probabilmente era stata colpita dal morbo di Legg-Calvé-Perthes, una patologia infantile che colpisce l'anca e deforma in modo permanente la testa del femore. Probabilmente, quando era in vita, zoppicava. Lo scheletro dell'individuo di circa 12 anni sepolto accanto alla donna mostra segni di lesioni collegate a malattie metaboliche o carenze nutrizionali. Ancora non sono disponibili le analisi del Dna per determinare il sesso dei bambini e il collegamento che essi avevano con la donna. Probabilmente erano altri suoi figli.
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