sabato 6 maggio 2017

Egitto, scoperte due sepolture di eunuchi?

La sepoltura B26 con lo scheletro del probabile eunuco al centro
(Foto: 
S. Haddow, S. Zakrzwski, J.Rowland )
Recentemente gli archeologi hanno scoperto, presso la necropoli tolemaico-romana di Quesna, nella città di Monufiya, in Egitto, due scheletri interessanti. Analizzando questi resti umani, infatti, i ricercatori hanno pensato di trovarsi di fronte a degli eunuchi.
La ricerca a Quesna è condotta da Scott Hadow, dell'Università di Bordeaux, da Sonia Zakrzwski, dell'Università di Southampton e da Joanne Rowland dell'Università di Edimburgo. Gli archeologi hanno spiegato, in una conferenza, le tecniche di sepoltura dei due scheletri analizzati, le anomalie che presentavano e le evidenze generali che richiamavano l'idea di una castrazione.
Il primo scheletro, chiamato B21, apparteneva ad un adolescente di sesso indeterminato, vissuto durante l'epoca tolemaica. La sua sepoltura mostrava delle differenze rispetto a quella della maggior parte delle sepolture comuni: il cranio era stato, infatti, posizionato verso sud invece che verso nord. Inoltre non tutte le ossa dello scheletro sono completamente sviluppate, il che vuol dire  che la persona era più alta della media dell'epoca, malgrado non fosse completamente cresciuta.
Sepoltura B21, adolescente di sesso indeterminato
(Foto: S. Haddow, S. Zakrzwski, J.Rowland)
Il secondo scheletro, chiamato B26, appartiene anch'esso ad un adolescente di sesso sconosciuto e risale all'epoca romana. Venne sepolto in una tomba ed era anch'esso più alto della media. "Anche se ci sono pochi studi sugli scheletri di individui che hanno subito la castrazione, quelli esistenti, come quelli dei castrati italiani Farinelli e Pacchierotti, mostrano ossa lunghe incomplete, alta statura ed osteoporosi", hanno dichiarato gli archeologi.
La sepoltura dell'individuo deposto nella B26 è conforme alle altre dell'epoca. L'orientamento della sepoltura e gli oggetti del corredo funebre potrebbero indicare il riconoscimento, all'interno della società egizia, dello stato intersessuale degli individui, frutto, probabilmente, di una castrazione pre-pubertale. Potrebbe, però, anche indicare la presenza della sindrome di Klinefelter. Quest'ultima è una malattia genetica, caratterizzata da un'anomalia cromosomica, per cui un individuo di sesso maschile possiede un cromosoma X soprannumerario. Molte persone affette dalla sindrome di Klinefelter non presentano alcun segno fino alla pubertà, quando le caratteristiche fisiche della condizione diventano più evidenti. Tali caratteristiche comprendono l'ipogonadismo e la riduzione della fertilità, unitamente ad altre differenze fisiche e comportamentali. In genere gli individui affetti da questa sindrome tendono all'obesità.
La combinazione dello sviluppo scheletrico e dell'osteoporosi con le abitudini dell'epoca possono far pensare anche a disturbi endocrini geneticamente e culturalmente indotti. I ricercatori ritengono che finquando non saranno condotti studi sul Dna dei due individui sarà difficile stabilire l'origine delle caratteristiche scheletriche dei due individui sepolti a Quesna.

Fonte:
ancient-origins.net
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