domenica 21 maggio 2017

Parziale decifrazione di un sistema di scrittura andino

Un khipu, formato da diverse cordicelle attaccate ad un cordolo principale,
risalente al XVIII secolo e proveniente da un villaggio delle Ande
centrali (Foto: William Hyland)
Delle cordicelle ritorte formate da crini animali e risalenti al 1700, secondo un recente studio, potrebbero rivelare nuovi particolari sul sistema di scrittura Inca. I ricercatori ritengono che queste cordicelle formate da crini animali intrecciati tra loro, noti come khipus, siano una sorta di scrittura capace di memorizzare eventi su cose e persone. In particolare si pensa che essi siano un sistema contabile decimale.
La svolta su queste misteriose cordicelle sembra sia stata data da due khipus del tardo XVIII secolo, conservati in una scatola di legno a San Juan de Collata, un villaggio peruviano che si trova nella zona alta delle Ande. Sono state individuate un totale di 95 combinazioni di colori e fibre animali che formano questi khipus e che indicano specifiche sillabe. La scoperta si deve all'antropologa Sabine Hyland, dell'Università scozzese di St. Andrews.
I risultati ottenuti dall'antropologa vanno a sostegno di una storia narrata nel villaggio di San Juan de Collata, che vuole che khipus siano scritti sacri di due capi locali e che riguardino una ribellione contro le autorità spagnole, ribellione verificatasi nel XVIII secolo. I khipus di San Juan de Collata mostrano notevoli somiglianze con i khipus Inca, hanno le stesse proporzioni e più o meno la stessa composizione.
Un esemplare di questi khipus di San Juan de Collata contiene ben 288 cordicelle suddivise in nove gruppi di nastri di stoffa legati ad intervalli regolari, nella parte alta, ad una cordicella. Un altro khipu è formato da 199 cordicelle divise in quattro gruppi da nastri frapposti tra un gruppo e l'altro. I nodi sono presenti solo alle estremità delle cordicelle, per evitare che si disfino. Ogni cordicella nei khipus che fungono da pallottoliere, invece, contiene molti nodi.
Le cordicelle dei khipus analizzati dall'antropologa Sabine Hyland sono formate da un insieme di peli animali colorati che rappresentano la materia oggetto del messaggio. Questi khipus rinvenuti nel villaggio di San Juan de Collata sono, a detta dell'antropologa, completamente diversi da quelli che ha finora esaminato. I khipus delle Ande centrali, infatti, sono dispositivi contabili formati non da peli animali ma da cotone di due colorazioni principali. Finora l'antropologa è riuscita a interpretare le tre cordicelle finali di un khipu come la parola Alluda, che indicherebbe il nome di una famiglia di San Juan de Collata, mentre altre cordicelle di un altro khipu sono state da lei interpretate come Yakapar, il nome di una famiglia di un villaggio vicino.
I khipus erano concepiti per rimanere inalterati e per questo erano bagnati, fatti seccare e incollati con resine particolari. Ancor oggi i khipus, in una forma più semplificata, sono utilizzati dai pastori peruviani e boliviani.

Fonte:
sciencenews.org
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