domenica 19 agosto 2018

Bulgaria, interessanti scoperte dall'odeon di Philipopolis

Bulgaria, l'iscrizione con il diritto di "proedria"
(Foto: Plovdiv Time)
Un frammento di una statua di un illustre cittadino romano che aveva ottenuto la "proedria", vale a dire il diritto di occupare la prima fila di posti accanto all'orchestra nelle rappresentazioni drammatiche, è stato scoperto durante gli scavi dell'odeon dell'antica Philipopolis, nella città bulgara di Plovdiv.
Gli archeologi hanno anche scoperto frammenti della facciata principale dell'odeon, tra i quali resti di un colonnato e i suoi principali accessi. L'iscrizione in greco antico sul frammento di statua romana che cita il diritto di "proedria", contiene anche un nome che è risultato nuovo agli archeologi: Sozipatros. Non è, però, chiaro se si tratta del nome del cittadino romano che godeva della "proedria".
I ricercatori propendono per due possibilità: la prima è che Sozipatros fosse l'uomo onorato con la statua in parte conservata, la seconda è che Sozipatros fosse il nome del padre di chi aveva il diritto di "proedria".
Gli scavi a Plovdiv, antica Philipopolis, sono stati portati avanti per conservare e restaurare uno dei principali edifici pubblici dell'antica città della Tracia romana, i cui resti si trovano al centro dell'attuale Plovdiv. Tutta l'antica Tracia a sud del Danubio venne conquistata dall'impero romano nel 46 d.C. ed i Traci si integrarono completamente nella società romana.
Bulgaria, lo scavo del cardo maximus di Philipopolis
(Foto: Plovdiv Time)
Gli scavi di recupero e conservazione dell'antico odeon di Plovdiv, effettuati nel 2017 e nella primavera di quest'anno, hanno fatto notizia perché sono state evidenziate le tracce dell'invasione dell'impero romano da parte dei Goti nel 250-251 d.C. e per il rinvenimento di una sepoltura medioevale dell'XI-XII secolo d.C., in cui giaceva un uomo colpito da una freccia ancora presente nel petto.
Il rinvenimento attuale è stato effettuato in una sezione dell'odeon non esplorata nel 2012. Il team archeologico bulgaro è composto dall'archeologa Maya Martinova, dal Dottor Bozhidar Draganov e da studenti di archeologia e storia dell'Università di Plovdiv St. Paisiy Hilendarski. Gli archeologi puntano a far emergere il cardo maximus di Philipopolis, in modo da collegare il sito dell'odeon e del foro con la basilica di V secolo d.C., un altro dei grandi monumenti di Plovdiv, attualmente in restauro.
Bulgaria, parte di un fregio dell'odeon di Philipopolis
(Foto: Plovdiv Time)
I ricercatori hanno riportato alla luce anche la crepidine (marciapiede) della strada romana e detriti di notevoli dimensioni che appartenenti sia all'odeon che ad edifici antichi, in mattoni, sopravvissuti durante il medioevo. Sono stati riconosciuti i resti di un portico, con elementi provenienti da colonne e capitelli. L'odeon, dunque, aveva un colonnato e più ingressi. L'ingresso principale era rivolto ad est. Una volta restaurato, l'odeon sarà dotato delle più moderne tecnologie per permettere esibizioni dal vivo, al pari dell'altro più famoso punto di riferimento di Plovdiv, il Teatro dell'Antichità.
L'odeon si trova nell'angolo nordorientale del foro di Philipopolis e pare fosse un edificio in antichità coperto e destinato ad ospitare spettacoli teatrali. Fu costruito e ristrutturato in quattro fasi tra il I ed il IV secolo d.C.. Inizialmente venne costruito come un bouleterion, sede dell'assemblea cittadina, ed era adatto solo per rappresentazioni drammatiche e musicali. La fase costruttiva meglio conservata è quella più recente, risalente al III secolo d.C., dopo che l'edificio venne bruciato durante l'invasione dei Goti del 251 d.C.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

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