giovedì 23 agosto 2018

Giordania, l'antico monastero di Jabal Haroun

Giordania, i resti del monastero bizantino di Jabal Haroun
(Foto: Zbigniew Fiema)
Tra il 1997 e il 2013, un team  di archeologi finlandesi che partecipano ad un progetto di scavo archeologico presso il monastero bizantino situato sull'altopiano di Jabal Haroun, a circa 5 chilometri a sudovest di Petra, in Giordania, si è particolarmente concentrato sul ruolo importantissimo svolto da questo sito nelle tradizioni ebraiche, cristiane e musulmane quale luogo di sepoltura di Aronne.
Il progetto ha studiato anche le variazioni paleoambientali, l'agricoltura antica, lo sfruttamento delle risorse ed il sistema di comunicazione nella zona. La zona, ben prima dell'installarsi del monastero bizantino, ha avuto un enorme significato religioso. Il monastero bizantino è stato preceduto da un santuario nabateo. "Il complesso religioso nabateo, con orientamento nord-est-sud-ovest, ha un orientamento diverso da quello bizantino (nord-sud)", ha affermato l'archeologo capo del progetto, Zbigniew Fiema, che ha lavorato sotto la direzione di Jaakko Frosén. "E' probabile che il santuario nabateo, costruito nel I secolo a.C., abbia continuato ad esistere per tutto il periodo romano ed i suoi ambienti siano stati poi incorporati, con le opportune modifiche, nel monastero bizantino, costruito nel V secolo d.C.".
Gli scavi hanno rivelato che il monastero comprendeva una basilica monoabsidata, con cappella adiacente e diverse sale e cortili. Un complesso piuttosto ampio. "A quanto pare, a Jabal Haroun, si è verificato uno dei fenomeni religiosi connessi con l'ascesa del cristianesimo nel Medio Oriente, vale a dire la trasformazione di un luogo cultuale pagano in un luogo sacro. Il centro monastico bizantino che ha incorporato il precedente santuario nabateo, aveva un carattere di memoriale chiaramente associato con i pellegrinaggi", ha specificato il Dottor Fiema.
La chiesa doveva essere riccamente decorata con arredi in marmo, mosaici in pasta vitrea dovevano ricoprire le sue pareti e il pavimento. Sia la chiesa che la cappella ad essa associata hanno subito diverse fasi di modifica e ampliamento, in seguito a distruzioni dovute ad eventi sismici. I monaci abbandonarono in parte il complesso nell'VIII secolo d.C., ma alcune delle strutture restarono in uso per tutto il periodo delle crociate.
I ritrovamenti nel sito sono di notevole importanza per la comprensione e l'interpretazione della vita  quotidiana in un complesso monastico, della sua architettura, del suo sviluppo e della sua economia. Sono stati rinvenuti ceramica, vetro, arredi i marmo, oggetti metallici, monete ed iscrizioni che attestano la ricchezza del monastero in epoca bizantina e la sua sussistenza durante il primo periodo islamico.

Fonte:
Jordan Times

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