sabato 25 agosto 2018

Masada, i giardini di re Erode

Masada, la fortezza di re Erode
(Foto: Andrew Shiva/CC BY-SA 4.0)
Nel 73 d.C., a conclusione della prima guerra giudaica, l'esercito romano mise sotto assedio il sito sulla rupe di Masada, dove si nascondeva l'ultimo dei ribelli ebrei, asserragliato tra i resti del palazzo-fortezza di re Erode. Oggi Masada è un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, visitato e scavato sin dal 1960. Gli scavi sono in corso ancora oggi.
Nel 1924 un pilota britannico fece una serie di fotografie aeree di Masada. I negativi delle fotografie vennero trasposti su vetro e conservati presso L'Istituto di Archeologia dell'University College di Londra. Qualche anno fa Guy Stiebel stava esaminando queste immagini ed ha notato, accanto alla chiesa bizantina che sorge sul sito, una sagoma oblunga che sembrava indicare una costruzione sotterranea, qualcosa che non poteva essere notato sul posto. Scoprì che l'Autorità israeliana per i parchi e la natura aveva coperto questa struttura ben 45 anni fa. Guy Stiebel ha, pertanto, elaborato un progetto archeologico per scavare questo luogo sotto il patrocinio dell'Università di Tel Aviv.
Il team archeologico comprende specialisti in archeologia, archeobotanica, archeozoologia, archeometallurgia e paleomagnetismo oltre a moltissimi volontari internazionali ed ha completato già due stagioni di scavo sul campo, presso il palazzo-fortezza di Erode. E' stata trovata traccia dei sistemi di irrigazione e della presenza di condutture per l'irrigazione e per l'uso domestico risalenti al tempo di Erode. Anche se Masada si trova nel deserto della Giudea, questo eccessivo ricorso all'acqua per fini agricoli non era del tutto estraneo, nell'antichità. I ricercatori hanno molta familiarità con i lussureggianti giardini di Erode a Gerico, Cesarea e presso l'Herodium; inoltre gli scritti dello storico ebreo Flavio Giuseppe hanno dato ulteriori prove della destinazione d'uso del terreno intorno a Masada.
"Abbiamo imparato da Flavio Giuseppe che il terreno di Masada era presumibilmente fertile, ci siamo, quindi, chiesti se potevamo identificare prove di tali attività agricole in cima alla collina", ha detto Stiebel. "Con i nostri ricercatori del laboratorio archeobotanico, guidati da Dafna Langutt, abbiamo scavato una serie di saggi sulla terrazza superiore semicircolare del Palazzo nord, che si pensa sia stato un viridarium, una piantagione, un "giardino di piacere". La terrazza semicircolare ospitava le residenze reali del Palazzo nord, con una spettacolare vista sul Mar Morto, i monti di Moab e l'oasi di En Gedi".

Fonte:
biblicalarchaeology.org

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