giovedì 16 agosto 2018

Puglia, scoperto un molo romano?

Puglia, i resti antichi rinvenuti al largo di San Pietro in Bevagna
(Foto: Fabio Matacchiera)
Il Presidente del Fondo antidiossina onlus di Taranto, Fabio Matacchiera, ha rinvenuto al largo di San Pietro in Bevagna, nella marina di Manduria, "un'opera imponente costituita - spiega l'ambientalista dopo aver consultato alcuni archeologi - da innumerevoli blocchi ordinati tra loro che farebbero pensare a un molo antico, forse riconducibile al periodo romano".
L'ambientalista ha provveduto a informare la Soprintendenza Archeologica della Puglia con sede a Lecce, inviando foto e informazioni. "In questi giorni, oltre ad aver acquisito - spiega Matacchiera - altri dettagli con l'utilizzo di un drone, ho potuto contattare numerosi archeologi e cattedratici ai quali ho sottoposto il materiale raccolto: tutti mi hanno parlato di una scoperta che potrebbe rivelarsi molto importante. Per il professor Mario Lazzarini, archeologo subacqueo, si tratta di un'opera che potrebbe assomigliare ad un molo, presumibilmente di epoca romana".
Giuliano Volpe, archeologo e accademico e professore ordinario di archeologia presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Foggia ha comunicato che organizzerà una spedizione con i suoi ricercatori per far luce su questo ritrovamento.
Analizzando le foto e i video, si "intuisce che il presunto molo - osserva Matacchiera - debba aver avuto una lunghezza di circa 240 metri. La larghezza, invece, doveva attestarsi sui 20 metri. I lati dei blocchi variano da 1 metro fino a 4 metri. Hanno forma pressoché parallelepipedale con spigoli stondati o hanno forma abbastanza irregolare, comunque sia, risultano in buona parte ben assemblati ed in fila tra loro, separati da un'intercapedine. La profondità è di 7 metri".
L'opera si trova ad una distanza di diverse centinaia di metri dalla costa. Si sa con certezza, così come riportato dalla letteratura scientifica, che la linea di costa ha avuto, nel corso dei secoli, notevoli variazioni, sia dal punto di vista morfologico che orografico, con avanzamenti e arretramenti anche di centinaia di metri. Tutto ciò renderebbe più plausibile la possibilità che quell'opera, un tempo, potesse essere emersa, considerando anche le oscillazioni del livello del mare nel corso dei millenni.



Fonti:
lastampa.it
ilmarenelcuore.it

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