lunedì 10 settembre 2018

Bulgaria, i tesori e le glorie di Ulpia Oescus

Bulgaria, la testa della statua dell'imperatore romano Aureliano rinvenuta
a Ulpia Oescus (Foto: Gergana Kabakchieva)
Gli archeologi che scavano nella colonia romana di Ulpia Oescus, nell'odierna Bulgaria, hanno scoperto la testa di una statua risalente al III secolo d.C. che si pensa possa essere stata la statua dell'imperatore Aureliano (250-275 d.C.).
"Le statue romane antiche, soprattutto le teste di queste statue, si trovano raramente. Nell'antichità si pensava che rimuovendo la testa di una statua, si toglieva energia al personaggio che essa rappresentava. Noi abbiamo ritrovato la parte più preziosa di una statua, insomma", ha affermato la Professoressa Gergana Kabakchieva, archeologa dell'Istituto Nazionale e Museo Archeologico di Sofia, responsabile dello scavo.
Un'altra statua di epoca romana, stavolta senza testa, è da poco stata scoperta nell'antica Tracia, nella città prima greca e poi romana di Eraclea Sintica, nell'attuale Bulgaria sudoccidentale. L'antica città di Ulpia Oescus è una delle altre tre città romane dell'odierna Bulgaria che godettero dello status di colonia di Roma. Le altre due sono Ratiaria e Deultum. La città ospitava circa 100.000 abitanti.
Bulgaria, particolare del colonnato di un grande edificio cittadino che pare
abbia ospitato Costantino (Foto: Bulgaria Air Tv)
Ulpia Oescus si trova a circa 5 chilometri dal fiume Danubio. La testa appena scoperta è di calcare marmorizzato, gli archeologi pensano che la statua alla quale apparteneva venne elevata durante una visita dell'imperatore Aureliano. Proprio durante il regno di quest'ultimo, la Legio V Macedonica fece ritorno ad Ulpia Oescus per rimanervi definitivamente. "L'acconciatura, la forma del mento, così come gli occhi sono indicativi dell'appartenenza di questa testa al III secolo d.C., il periodo degli imperatori soldati", spiega la Professoressa Kabakchieva. "In base alle dimensioni della testa, supponiamo che la statua fosse di altezza leggermente inferiore al naturale, probabilmente 1,5 metri. Questa statua è opera di uno scultore di un atelier di Ulpia Oescus. Da Oescus abbiamo notizie della più antica attività di una bottega di scultore dell'attuale Bulgaria. Questa bottega risale al regno dell'imperatore Nerone, vale a dire alla metà del I secolo d.C.", conclude la ricercatrice.
Bulgaria, colonna romana con il nome della colonia Ulpia Oescus
(Foto: Bulgaria on air)
Le condizioni di conservazione della testa di Aureliano dimostra che nella tarda antichità e nel medioevo venne utilizzata come elemento da costruzione. Le orecchie sono state danneggiate e poiché, infine, è risultata troppo danneggiata è stata abbandonata nel pozzo nel quale è stata recentemente rinvenuta.
Gli archeologi che scavano ad Ulpia Oescus hanno scoperto anche un colonnato di marmo e strutture relative ad un importante edificio cittadino che ospitò, nel 328 d.C., l'imperatore Costantino il Grande che era giunto qui per l'inaugurazione del ponte sul Danubio. Il colonnato appena scoperto potrebbe essere proprio l'ingresso all'edificio, il più grande della città, scavato la prima volta nel 1940.
Ulpia Oescus è altresì nota per i mosaici pavimentali romani, colorati, risalenti all'epoca dell'imperatore Settimio Severo (193-211 d.C.), rappresentante una scena dalla tragedia "Gli Achei", del drammaturgo greco Menandro (342-291 a.C.). Questa commedia era sconosciuta fino al ritrovamento del mosaico nel 1948 che ha preceduto quello del papiro di Osirinco, nel 1961, che contiene un elenco alfabetico delle opere di Menandro.
Bulgaria, una strada ben conservata della colonia romana Ulpia Oescus
(Foto: archaeologyinbulgaria.com)
L'antica Tracia e la città prima romana e poi fortezza bizantina di Ulpia Oescus, nota anche come Palatiolon o Palatiolum, è situata vicino alla città di Gig, nella Bulgaria settentrionale, a circa 5 chilometri dalla confluenza del fiume Iskar (il cui nome romano era Oescus) nel Danubio. Originariamente era un insediamento della Tracia dell'Età del Bronzo e del Ferro. Nella sua opera "Geografia", del II secolo d.C., il geografo greco-egiziano Tolomeo descrive Ulpia Oescus come una città dei Triballi, antica tribù tracia che abitava il nordovest della Bulgaria. Nel I secolo d.C., Oescus si è estesa oltre il perimetro dell'accampamento romano della Legio IV Scythica e della Legio V Macedonica.
La città romana data al 106 d.C., fondata dall'imperatore Traiano per celebrare la sua vittoria sui Daci a nord del Danubio. Ulpia Oescus ebbe lo status di colonia di Roma, il più alto per una città dell'impero. La città ebbe un suo momento di splendore in relazione alla costruzione, sotto l'imperatore Costantino, del ponte sul Danubio, della lunghezza di 2,5 chilometri (1,3 chilometri sul fiume) e della larghezza di 5,7 metri, inaugurato, alla presenza dell'imperatore, nel 328 d.C.
Nella prima metà del V secolo d.C., Ulpia Oescus subì la minaccia degli Unni. Nel 444 d.C. venne conquistata da Attila che cercò di trasformarla in un insediamento unno, l'unico in territorio bulgaro, con il nome di Hunion. Tentativo che ebbe breve durata. Le mura della fortezza vennero costruite sotto il regno dell'imperatore bizantino Giustiniano il Grande (527-565 d.C.). L'intera città venne distrutta nel 585 d.C. dagli Avari. Nel VI secolo d.C. venne invasa dagli slavi.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

Nessun commento:

Tracce di monete bizantine sulla Sindone

Le microparticelle aspirate dalla Sindone di Torino, composte da una lega di oro e di argento con residui di rame (elettro bizantino) (Fot...