giovedì 18 ottobre 2018

Bulgaria, scoperte sull'isola di San Giovanni

L'iscrizione su pietra recante un decreto della città di Apollonia Pontica sulle
relazioni esistenti tra i cittadini di questa colonia e quelli di Eraclea Pontica
(Foto: Archaeology in Bulgaria)
Un raro e antico documento, un decreto dell'Assemblea dell'antica colonia greca di Apollonia Pontica, è stato scoperto negli scavi sull'isola di San Giovanni in Bulgaria. Questo documento fornisce notizie di prima mano sui legami intercorrenti tra la città di Apollonia Pontica ed altre antiche colonie greche che popolavano, un tempo, l'attuale Turchia. L'isola di San Giovanni fa parte del territorio della città di Sozopol, nota per il suo patrimonio archeologico, storico e culturale.
L'isola è conosciuta soprattutto per la scoperta delle reliquie di Giovanni Battista, fatta nel 2010 dalla Professoressa Kazimir Popkonstantinov. Nel 2015, inoltre, è stata trovata una tomba che, con tutta probabilità, conteneva i resti del fondatore del monastero di San Giovanni, un monaco siriano che aveva portato le reliquie di Giovanni Battista fino nell'attuale Bulgaria.
L'isola di San Giovanni si trova a circa 900 metri dalla terraferma. Il decreto dell'Assemblea di Apollonia Pontica, risalente al III secolo a.C., è stato scoperto durante gli scavi di quest'anno, tra le rovine del monastero paleocristiano e bizantino dedicato a San Giovanni Battista. Il decreto è stato inciso su una lastra di marmo portata dalla terraferma sull'isola. Probabilmente si trovava, prima, all'interno di un santuario pagano e venne riutilizzato nella costruzione del monastero nel medioevo.
Bulgaria, l'isola di San Giovanni (Foto: Wikipedia)
La maggior parte dei documenti di Apollonia Pontica erano trascritti su papiri e conservati negli archivi della città. Solo i decreti che concedevano la cittadinanza onoraria e i privilegi alle persone che avevano contribuito al bene della città erano iscritti su marmo. Queste iscrizioni venivano solitamente collocate nei santuari o nelle piazze delle città, in modo da essere letti da tutti.
Secondo l'epigrafista Sharankov, il decreto recentemente scoperto è ancora più prezioso in quanto getta luce sulle relazioni dell'antica Apollonia Pontica con un'altra città del Mar Nero, chiamata Eraclea Pontica, attualmente conosciuta come Karadeniz Eregli, nella parte asiatica della Turchia. Il decreto enumera i contribuiti dati dai cittadini di Eraclea per il benessere della città di Apollonia Pontica e propone di attribuire ai primi i più alti onori. L'elenco dei riconoscimenti e dei privilegi, purtroppo, sono per la maggior parte andati perduti.
I cittadini di Eraclea Pontica sono diventati rappresentanti onorari della propria città ad Apollonia Pontica, hanno visto riconosciuto il diritto di acquistare proprietà immobiliari e ad intrattenere scambi senza l'aggravio di tasse ed imposte, di non aspettare il loro turno nelle questioni giudiziarie, potevano avere un posto in prima fila al teatro e così via. Una copia di questo importante decreto era inviato nella città natale di Eraclea Pontica.
L'iscrizione appena scoperta reca anche la prova che doveva esistere, sull'isola di San Giovanni, un grande santuario pagano eretto molto tempo prima della costruzione della chiesa e del monastero cristiano. Questo tempio era, molto probabilmente, dedicato ad Apollo, la principale divinità protettrice di Apollonia Pontica (attuale Sozopol).

Fonte:
arcaheologyinbulgaria.com

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