sabato 20 aprile 2019

Croazia, trovate pitture preistoriche antichissime

Croazia, le formazioni rupestri intenzionalmente rotte e dipinte con
cosiddetti speleotemi ed alcuni resti di pigmenti
(Foto: A. Ruiz-Redondo)
Gli archeologi hanno scoperto delle pitture rupestri risalenti al Paleolitico superiore all'interno di una grotta che si affaccia sulla costa settentrionale della Croazia. Si tratta della prima scoperta di arte rupestre paleolitica documentata nei Balcani. I dipinti rossastri raffigurano un bisonte e degli stambecchi e si pensa possano essere stati tracciati più di 30.000 anni fa.
"E' una scoperta molto importante, soprattutto perché è stata fatta in una regione dove finora non si conosceva l'esistenza di una grotta contenente pitture rupestri", ha affermato Jean Clottes, studioso di preistoria francese.
Le pitture sono state rinvenute nella grotta di Romualdova Pecina, un antro profondo 110 metri lungo una sorta di canyon conosciuto come Limski Kanal. Durante il Paleolitico superiore il clima dell'Europa sarebbe stato più freddo dell'attuale ed il livello del mare più basso, così chiunque si sia rifugiato in questa grotta deve aver avuto una sorta di affaccio su un fiume che scorreva verso una vasta e fertile pianura che si estendeva là dove oggi c'è il mar Adriatico.
Autore dello studio è Aitor Ruiz-Redondo, archeologo dell'Università inglese di Southampton, che ha iniziato la ricerca in zona di arte rupestre nell'ambito di un progetto finanziato dal governo francese. Ruiz-Redondo ed i suoi colleghi hanno esplorato oltre sessanta grotte preistoriche e ripari rocciosi in Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia. La grotta che ha restituito queste pitture preistoriche è una delle due con evidenti tracce di arte di questo periodo.
I dipinti rupestri non sono ben conservati, dal momento che sono stati applicati su uno strato di calcite fossilizzata della parete della grotta che, nel tempo, ha avuto cedimenti in alcune parti. Inoltre altri graffiti del tardo XIX e degli inizi del XX secolo, hanno oscurato quelli più antichi poiché la grotta non era inserita nel patrimonio locale soggetto a protezione. Visite senza alcun controllo hanno, pertanto, provocato la distruzione della maggior parte delle pitture rupestri ed oggi è possibile vedere solo una piccola parte di quello che doveva essere visibile in passato.
Tra gli animali ritratti, gli studiosi hanno identificato un bisonte e degli stambecchi, animali comuni nell'arte rupestre dell'Europa occidentale. Hanno anche individuato due figure che si pensa possano essere delle sagome umane. Per quel che riguarda la datazione, i ricercatori hanno due ipotesi al vaglio: una che ritiene che i dipinti siano stati fatti tra i 34.000 e i 30.000 anni fa, durante i primordi del Paleolitico superiore, il che si adatterebbe allo stile delle pitture e ad alcune testimonianze archeologiche ritrovate nei dintorni; la seconda ipotesi, in base all'età dei campioni di carbone rinvenuti al di sotto delle pitture, farebbe risalire queste ultime ad un successivo periodo del Paleolitico superiore chiamato Epigravettiano e risalente a circa 17.000 anni fa. I ricercatori sperano che, continuando gli scavi all'interno della grotta, si possa pervenire quanto prima ad una datazione più precisa.

Fonte:
livescience.com 

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