domenica 7 aprile 2019

Gli Etruschi di Corsica

Aleria, l'accesso alla tomba etrusca nella
necropoli romana (Foto: INRAP)
Gli archeologi francesi hanno portato alla luce, in Corsica, una sepoltura etrusca contenente uno scheletro e dozzine di manufatti. Si tratta di una scoperta estremamente rara che potrebbe gettare nuova luce sull'antica e raffinata civiltà etrusca e sulla sua assimilazione nell'Impero Romano.
La tomba è scavata nella roccia e risale al IV secolo a.C. Si trova ad Aleria, nella regione orientale della Corsica, inserita in una grande necropoli romana. Gli Etruschi popolarono la Toscana durante l'Età del Bronzo (900 a.C. circa) e lasciarono pochissime tracce scritte della loro cultura. Il loro declino fu graduale e le ultime città etrusche vennero assorbite da Roma intorno al 100 a.C.
La scoperta di questa sepoltura etrusca sull'isola mediterranea potrebbe fornire nuovi dettagli sull'esistenza di una comunità etrusca stabile in Corsica e potrebbe portare alla scoperta delle cause della lenta scomparsa di questa grande civiltà.
"E' l'anello mancante che ci permetterà di mettere insieme i riti funerari etruschi, ma rafforza anche l'ipotesi che prima della conquista romana (259 a.C.), Aleria era un punto di transito nel Mar Tirreno, che mescolava interessi etruschi, cartaginesi e fenici", ha affermato il responsabile dello scavo, Franck Leandri.
Vicino alla sepoltura gli archeologi hanno rinvenuto un anello d'oro con sigillo che non recava tracce di usura. Su di esso vi è un volto femminile, forse quello della dea Afrodite.
Aleria, l'anello rinvenuto accanto alla sepoltura etrusca
(Foto: INRAP)
I ricercatori si stanno ora concentrando sullo scheletro, coperto da diversa mobilia d'arredo crollata sul suo cranio. Interverranno sicuramente degli scienziati forensi che avranno il compito di rivelare tutti i segreti di questo defunto.
La scoperta è avvenuta per caso, durante gli scavi preventivi che, come previsto dalla legge, vengono eseguiti prima di avviare la costruzione di un edificio. Gli scavi sono iniziati nel giugno 2018, sotto la guida dell'Istituto Nazionale di Ricerche Archeologiche Preventive (INRAP) presieduto da Dominique Garcia.
Il sito funerario nel quale è inserita la sepoltura appena rinvenuta, risale ad un periodo compreso tra il III secolo a.C. ed il III secolo d.C. Le prime tombe sono di epoca romana, ma successivamente sono stati scoperti i gradini di una scala che portavano al sottosuolo, in uno stretto corridoio di circa 6 metri sotto le sepolture romane. La camera mortuaria ipogea ritrovata risale alla prima metà del IV secolo a.C., l'epoca in cui la Corsica era occupata dagli Etruschi.
Il tetto della tomba, alto 1,40 metri, è crollato senza peraltro rovinare la sepoltura. Il corpo del defunto è stato ritrovato allungato sul fianco alla maniera etrusca. Impossibile ancora definirne il sesso e il rango sociale. Ad accompagnare il morto c'erano due vasi con grandi manici, tre coppe dipinte di nero e un disco verdastro, identificato come uno specchio o un coperchio.
Nel IV secolo a.C. gli Etruschi conobbero una grande espansione geografica. Nel 535 a.C. distrussero la flotta fenicia al largo di Aleria e si impossessarono della città. Nel 254 a.C., durante la prima guerra punica, la città fu conquistata dai Romani che, però, non si sostituirono agli Etruschi. Tra il 1960 e il 1970 ad Aleria, ad 800 metri dalla tomba etrusca appena scoperta, sono state rinvenute 179 tombe con una collezione incredibile di oggetti, oggi esposti nel museo locale, che raccoglie la più grande collezione etrusca di Francia.

Fonti:
reuters.com
italiaoggi.it

Nessun commento:

Tracce di monete bizantine sulla Sindone

Le microparticelle aspirate dalla Sindone di Torino, composte da una lega di oro e di argento con residui di rame (elettro bizantino) (Fot...