domenica 7 aprile 2019

Elusa, nella spazzatura i segni della caduta

Elusa, alcuni semi trovati dagli archeologi nella spazzatura della città
(Foto: Guy Bar-Oz)
Il destino dell'Impero Bizantino, la sua caduta, erano scritti nella spazzatura. Gli archeologi hanno recentemente indagato i rifiuti accumulatesi nell'insediamento bizantino di Elusa, nel deserto del Negev, in Israele, ed hanno scoperto che proprio i rifiuti potrebbero fornire le risposte della caduta dell'impero successore dell'Impero Romano.
I ricercatori hanno scoperto che lo smaltimento dei rifiuti, un tempo ben organizzato ed affidabile nell'avamposto di Elusa, cessò verso la metà del VI secolo d.C., cento anni prima della caduta dell'impero bizantino. All'epoca un evento climatico conosciuto come "piccola glaciazione tardo-antica" stava procedendo nell'emisfero settentrionale della terra e un'epidemia, la "piaga di Giustiniano", funestava l'Impero Romano uccidendo quasi cento milioni di persone. Malattie e cambiamenti climatici hanno avuto un riflesso devastante sul bilancio economico di Bisanzio ed hanno allentato la sorveglianza dell'Impero Bizantino sulle terre poste ad oriente già un secolo prima di quanto finora si è creduto.
Elusa, foto ripresa da un drone sulla discarica dell'antica città
(Foto: Guy Bar-Oz)
Elusa è stata in parte già scavata, ma questa nuova indagine è la prima che riguarda i cumuli di rifiuti, finora a lungo ignorati. Le discariche hanno il vantaggio, per i ricercatori, di non essere distrutti come le città, ma di continuare ad essere utilizzate nel corso degli anni e dei secoli, fungendo da vere e proprie registrazioni dell'attività umana. Gli indizi rinvenuti nelle discariche potrebbero, pertanto, indicare lo stato di "salute" di una città, se essa era fiorente o, piuttosto, in piena decadenza. Nelle discariche gli archeologi hanno rinvenuto una serie di oggetti molto importanti per la ricerca: frammenti di ceramica, semi, noccioli di oliva, carbone di legna.
Gli archeologi che stanno lavorando nel sito dell'antica Elusa hanno scoperto che qui la spazzatura aveva continuato ad accumularsi per un periodo di circa 150 anni e che questo accumulo era terminato a metà del VI secolo d.C. Questo ha suggerito che in quell'epoca doveva registrarsi un crollo delle infrastrutture, evento comune nelle città che stanno per collassare.
Sulla base delle nuove prove disponibili, i ricercatori hanno concluso che il declino di Elusa è iniziato circa un secolo prima che l'Islam strappasse la regione all'Impero Bizantino. Elusa stava attraversando un periodo di sostanziale pace e benessere sotto l'imperatore Giustiniano, che aveva spostato i confini dell'impero all'Europa, all'Africa e all'Asia.
Quando un impero gode di un relativo benessere, ci si aspetterebbe che i suoi avamposti siano finanziariamente sicuri. Eppure i dati raccolti ad Elusa suggeriscono il contrario. Si tratta di un fenomeno rimasto a lungo celato ai ricercatori: l'incidenza ferale dei disastri climatici e delle epidemie.

Fonte:
livescience.com

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