giovedì 15 agosto 2019

Ugento, nuove scoperte e la sua storia

Ugento, oinochoe rinvenuto in una delle sepolture romane
(Foto: Telerama News)
Appena fuori l'attuale centro storico di Ugento, in provincia di Lecce, nel corso di scavi organizzati dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto su una proprietà privata sono venuti alla luce nuovi particolari per la ricostruzione della storia di Ugento: si tratta di strutture murarie probabilmente risalenti al medioevo ed una sepoltura importante per lo studio dei rituali funerari.
La sepoltura è a pozzo ed in essa sono stati deposti tre individui in epoche successive. La tomba risale, con tutta probabilità, all'epoca romano-repubblicana ed ha restituito anche quattro monete non completamente leggibili ed una lucerna. Rimossi gli scheletri da questa sepoltura, sono stati individuati altri quattro pozzi nei quali erano deposti i resti di inumazioni precedenti ed anche qualche oggetto di corredo tra i quali una ciotola ed un vaso in miniatura non decorati, appartenenti al III secolo a.C., unitamente ad un'oinochoe risalente al periodo ellenistico, accuratamente sepolto.
Ugento sulla Tabula Peutingeriana (Foto: Fondazione Otranto)
Il contesto sembra testimoniare il riutilizzo di una tomba sepolcrale di un gruppo familiare, rimasta in uso per due secoli, dall'Età Messapica al tempo della dominazione romana. Gli scheletri trovati nelle sepolture saranno presto oggetto di un approfondito studio antropologico, volto a chiarire aspetti quali il sesso, l'età, le condizioni di vita e la presenza di eventuali indicatori di relazione che possono confermare la presenza di individui appartenenti allo stesso gruppo di famiglia.
L'odierna Ugento, attestata sull'area dell'antica città messapica di Ozan, è uno dei centri principali della provincia di Lecce. Nella zona a nord del centro abitato, prospiciente la campagna, si possono ammirare i resti delle possenti mura messapiche, un circuito difensivo di 9 chilometri di lunghezza ed 8 metri di spessore, realizzato con grandi massi squadrati nel IV secolo a.C..
Lo Zeus di Ugento (Foto: Fondazione Terra d'Otranto)
Il muraglione era munito di ben 90 torri, testimonianza del clima difficile che si viveva in Puglia tra il V e il III secolo a.C., in seguito all'arrivo di eserciti stranieri. Ozan fu uno dei baluardi della "dodecapoli messapica", potente federazione che, con la presenza di città-fortezze a breve distanza l'una dall'altra, impedì ai coloni greci di penetrare nel territorio salentino per fondarvi nuovi insediamenti.
Uxentum romana è attestata come municipio sulla Tabula Peutingeriana col toponimo di Uzintum, equidistante sia da Alezio (Baletium) sia da Patù-Vereto (Veretum). L'antico porto di Ugento era Torre San Giovanni (IV-III secolo a.C.), dove sono state ritrovate tracce dell'emporio di epoca romana ed alcune sepolture di guerrieri cartaginesi della flotta di Annibale, che qui sbarcò durante gli anni della guerra contro Roma. A poche centinaia di metri da Torre San Giovanni si trovano delle isolette, dette Le Pazze, davanti alle cui coste è stato trovato un insediamento dell'Età del Ferro.
Nel 1961 venne fortuitamente scoperta, sull'acropoli messapica, la statuetta bronzea di Zeus, che testimonia gli antichi scambi tra la cultura greca e la cultura indigena. Il dio, raffigurato nudo, nell'atto di scagliare con il braccio destro una saetta (andata perduta), regge con la mano sinistra un oggetto che, purtroppo, non è pervenuto, forse un volatile. La statuetta è alta 74 centimetri, compresa la base ed è databile al periodo tra il 520 ed il 500 a.C.
Testimonianze sicure di un insediamento nell'attuale area di Ugento si hanno a partire dal VI secolo a.C. anche se è accertato che intorno al IX secolo a.C. flussi migratori di probabile origine illirica si stanziarono nella parte meridionale della Puglia dando origine alla civiltà Messapica. Ugento era dotata di una zecca e di un proprio esercito.

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