domenica 18 gennaio 2026

Turchia, l'anello dell'arciere...

Turchia, anello da arciere del XII secolo
(Foto: storicang.com)

La città di Hasankeyf, nel sudest della Turchia, è stata abitata senza interruzione per ben dodicimila anni. Si tratta di uno dei centri abitati più antichi del mondo.
Ad Hasankeyf gli archeologi hanno fatto una scoperta affascinante: un anello da arciere intagliato in avorio, decorato con perle, turchesi e filigrane d'argento, straordinariamente ben conservato.
Questo raro gioiello, scoperto durante gli scavi del 2025 nell'ambito del progetto Heritage for the Future del Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia, si distingue non solo per la sua manifattura raffinata, ma anche poiché, ad oggi, non risultano confronti noti in ambito islamico medioevale. Si tratta di uno zihgir, un tipo di anello utilizzato dagli arcieri per proteggere il pollice mentre scoccavano le frecce con l'arco.
Situata sulle rive del Tigri, nella provincia turca di Batman, la posizione strategica di questa città millenaria tra Mesopotamia ed Anatolia ne fece un nodo cruciale per il commercio, la difesa e la vita culturale. Da qui passarono romani, bizantini, arabi, ottomani e, tra l'XI e il XIII secolo, la potente dinastia turcomanna degli Artuqidi.
Sotto il dominio artuqide, Hasankeyf visse la sua età dell'oro. Furono costruiti palazzi, fortezze, ponti e moschee che ancora oggi colpiscono per grandezza ed eleganza. Il Palazzo artuqide dove è stato rinvenuto l'anello, fu proprio l'epicentro del potere politico e culturale della regione.
L'anello è stato trovato nel settore sudest del complesso palaziale, in un'area direttamente associata all'élite governativa. Sia la manifattura che il luogo del rinvenimento indicano che non si trattava di un semplice accessorio militare, ma di un oggetto cerimoniale o legato al prestigio personale.
Intagliato in avorio, un materiale di grande valore nel mondo islamico medioevale, l'anello presenta una decorazione raffinata con piccole perle incastonate in file simmetriche, una pietra turchese montata su una base romboidale e dettagli in argento (cerchi, triangoli e motivi geometrici) che circondano l'apertura per il dito. Al centro della composizione è presente un motivo argentato a forma di rombo.
Nelle culture islamiche e turciche medioevali l'arte del tiro con l'arco non era soltanto un'abilità militare, ma anche una pratica nobile, una disciplina spirituale ed un indicatore di prestigio. Lo zihgir, indossato sul pollice per proteggerlo dallo sfregamento della corda, passò così da oggetto funzionale a gioiello distintivo dell'élite.
Per gli arcieri comuni la protezione del pollice di solito era in cuoio o in osso, mentre gli esemplari di fattura così raffinata servivano a marcare l'appartenenza ad una casta guerriera privilegiata. I ricercatori ritengono che questo anello non fosse usato in combattimento, ma in contesti di corte, forse come parte dell'abbigliamento cerimoniale di un membro della famiglia reale artuqide o del suo entourage.
La dinastia artuqide governò parti dell'Anatolia e della Mesopotamia settentrionale tra l'XI ed il XIII secolo. Fu una grande promotrice dell'architettura, delle arti decorative e delle scienze, esibite in capitali come Mardin ed Hasankeyf, dove s'intrecciavano diverse influenze culturali. Questo anello è una testimonianza di questa raffinatezza e pluralità culturale: la combinazione di avorio, perle, argento e turchese non ha precedenti noti, nemmeno nel tesoro del palazzo di Topkapi ad Istanbul e rende il ritrovamento un pezzo unico a livello mondiale.
Gli esperti sono convinti che l'anello sia stato deposto deliberatamente in quest'area del palazzo, forse come parte di un rituale di chiusura o come offerta. Il suo stato di conservazione è eccezionale, malgrado sia rimasto sepolto per oltre ottocento anni.

Fonte:
storicang.it


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