lunedì 9 marzo 2015

Scoperta una ricca favissa a Karnak

Alcuni degli oggetti trovati nella favissa del
tempio di Ptah a Karnak (Foto: CNRS)
Il Centro franco-egiziano di studi sui templi di Karnak (CNRS) ha appena completato lo scavo di una favissa, un pozzo scoperto all'inizio di dicembre 2014 nei pressi del tempio dedicato al dio Ptah.
Lo scavo ha riportato alla luce 38 tra statue, statuette e oggetti preziosi di natura religiosa. Un nuovo metodo di registrazione, poi, utilizzato durante lo scavo, riuscirà a ricostruire virtualmente ogni passo della scoperta, con precisione millimetrica.
Il CNRS collabora attivamente con il Ministero egiziano per le Antichità, al fine di studiare e ripristinare la zona di Amon Ra a Karnak (Luxor). Dal 2008 il programma di scavi del CNRS si è focalizzato sul tempio di Ptah, situato all'estremità settentrionale del tempio di Amon Ra.
Il tempio di Ptah venne costruito durante il regno di Thutmosis III (1479 - 1424 a.C. circa). In seguito venne ampiamente restaurato, ingrandito e adattato. I lavori andarono avanti fino al regno dell'imperatore romano Tiberio (14 - 37 d.C.). Il tempio era dedicato a Ptah, divinità associata alla città egizia di Memphis.
La favissa appena scavata si trova a pochi metri dal tempio di Ptah. Gli oggetti trovati al suo interno (statue, statuette, oggetti in calcare, lega di rame e faiançe egiziana) erano posti intorno alla parte inferiore di una statua che rappresenta Ptah seduto. Tra i reperti si contano: 14 statue di diversa grandezza del dio Osiride; 3 statuette di babbuini; 2 statuette raffiguranti la dea Mut, una delle quali coperta di geroglifici; una testa ed alcuni frammenti di una statuetta della dea Bastet, con la testa di una gatta; 2 basi di una non meglio identificata statuetta; una piccola targa e la parte superiore di una stele contrassegnate con il nome del dio Ptah; diversi intarsi.
Nella parte superiore del pozzo sono state recuperate una statua raffigurante una sfinge e una piccola testa di statua raffigurante il dio Imhotep. Si tratta di una scoperta eccezionale, in Egitto, sia in termini di dimensioni che di qualità. Lo scavo degli oggetti è stato registrato da un topografo predisposto per gli scavi archeologici, che realizza una serie di ricostruzioni fotogrammetriche di alta densità dell'immagine.
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