domenica 9 agosto 2015

Stonehenge nel mare di Sicilia?

A) Veduta generale del monolite trovato nei fondali del Canale di Sicilia;
B) la parte terminale del monolite con il foro; C) veduta attraverso il foro
ricavato al centro del monolite (Foto: Emanuele Lodolo)
Gli archeologi hanno scoperto un monolite tipo quelli presenti a Stonehenge nelle profondità marine al largo delle coste della Sicilia. Questa scoperta potrebbe portare una nuova luce sulle prime civiltà del bacino del Mediterraneo.
Il monolite è spezzato in due parti ed ha una forma piuttosto regolare. Presenta tre fori di diametro simile, uno si trova alla sua estremità e attraversa completamente, da parte a parte, la pietra. Gli altri sono posti ai suoi lati. La presenza di questi fori non pone dubbi sul fatto che il monolite è sicuramente artificiale.
Il monolite è stato trovato in quello che una volta era un'isola del Canale di Sicilia. Quest'isola si chiamava Pantelleria Vecchia e si trova a circa 24 miglia a nord dell'isola vulcanica di Pantelleria. Essa venne completamente sommersa durante una grande inondazione avvenuta 9500 anni fa. Il Canale di Sicilia è uno dei luoghi del Mediterraneo centrale dove le conseguenze del cambiamento del livello del mare sono stati più drammatici ed intensi.
Durante l'ultima grande glaciazione, il settore più superficiale posto a nordovest del Canale di Sicilia era collegato alla Sicilia e formava una vasta penisola separata dalla costa nordafricana. Il progressivo aumento del livello del mare causò l'allagamento di gran parte di questa penisola, tranne alcune emergenze morfologiche che, fino all'Olocene, formarono un'arcipelago di numerose isole separate da tratti di mare piuttosto basso. Una di queste isola è la Pantelleria Vecchia, dove è stato trovato il monolite e dove prosperò un'antica civiltà. Queste antiche popolazioni colonizzarono e si stabilirono, in seguito, su varie isole dell'arcipelago, attratte dal clima favorevole e dall'ottima posizione geografica tra Europa ed Africa. Tutto questo ebbe fine 9500 anni fa, quando una seconda alluvione postglaciale portò ad un mutamento nel livello del mare sulle coste italiane e l'isola di Pantelleria Vecchia venne sommersa.
Questa straordinaria scoperta rivela il livello di innovazione tecnologica e di sviluppo raggiunto dagli uomini che, nel Mesolitico, abitavano la regione del Canale di Sicilia. Il monolite individuato pesa circa 15 tonnellate ed era costituito da un solo blocco che ha richiesto il taglio, l'estrazione, il trasporto e l'installazione sull'isola ora sommersa. Proprio questa considerazione ha fatto pensare al livello di competenze tecniche e organizzative raggiunto dalla cultura dell'epoca.
Al momento non si conosco le finalità per cui venne scavato il monolite o se fosse parte di un complesso architettonico. Molto probabilmente poteva essere un oggetto di scambio, dal momento che le popolazioni dell'epoca commerciavano abitualmente con le isole circostanti. Poteva, però, anche essere parte di una sorta di faro oppure di un sistema di ancoraggio.
La scoperta più famosa accreditata al Mesolitico è il complesso monumentale di Gobekli Tepe, nel sudest della Turchia, riportato alla luce nel 1960 da archeologi tedeschi. Il sito è stato datato a 11.600 anni fa e si pensa possa essere stato un centro religioso o un santuario che serviva un ben organizzato insediamento umano.
Quasi tutto quel che gli archeologi conoscono delle culture preistoriche è dovuto a ritrovamenti situati sulla terraferma. Una vasta documentazione archeologica dei primi insediamenti preistorici, però, si trova sul fondo del mare delle piattaforme continentali. Se si vuole scoprire qualcosa di più sulle origini della civiltà nella regione del Mediterraneo, sostengono gli archeologi, bisogna pensare ad esplorare le aree oramai sommerse.
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