domenica 15 maggio 2016

Novità su una piccola mummia siberiana

La mummia del bambino trovato nella necropoli di Zeleny Yar
(Foto: siberiantimes.com)
I ricercatori siberiani stanno esaminando con attenzione la mummia di un bambino vissuto, anticamente, vicino alla moderna città di Salekhard. Il fanciullo aveva circa sei o sette anni, di lui sono stati subito visibili la parte inferiore del viso ed i denti. Sono stati prelevati dalla mummia campioni di Dna per confrontarli con quelli dei gruppi indigeni siberiani locali, per capire se i lontani "parenti" del bambino percorrano ancora le terre che lo videro nascere e morire.
I resti del bambino sono stati trovati nella necropoli di Zeleny Yar e sono stati inizialmente attribuiti ad un rappresentante di una misteriosa cultura medioevale siberiana collegata con la Persia, malgrado la zona si trovi ai confini della regione artica. Si sta lavorando anche per ricreare i tratti del fanciullo, con l'aiuto di esperti della Corea del Sud. Si è appurato, nel contempo, che la sua dieta era prevalentemente costituita da pesce crudo.
Una delle mummie di maschi adulti trovati nella necropoli
(Foto: Natalya Fyodorova per siberiantimes.com)
Il Professor Petr Slominsky, responsabile del Laboratorio di Genetica Molecolare delle malattie ereditarie presso l'Istituto di Genetica Molecolare di Mosca, ha intenzione di recarsi nei pressi di Zeleny Yar per raccogliere campioni di Dna della popolazione locale per cercare quelle connessioni che potrebbero rispondere ai quesiti sui rapporti tra le antiche genti che abitavano un tempo queste località e gli attuali abitanti.
E' abbastanza complicato estrarre il Dna del bambino rinvenuto nella necropoli di Zeleny Yar, poiché il corpo era avvolto in corteccia di betulla e la resina di betulla ha danneggiato i tessuti umani. Inoltre il corpo ha subito più volte congelamento e disgelo. Il Dna che si potrebbe ottenere non è molto pulito. La ricostruzione del volto del ragazzo sarà parimenti difficile e lunga, perché i ricercatori devono innanzitutto il cranio. Le ossa facciali della mummia non sono completamente formate o sono andate distrutte a causa della lunga permanenza nel terreno. La pelle del viso è quasi intatta, ma le ossa sembrano essersi disintegrate.
Uno dei momenti dell'analisi della mummia del bambino di Zeleny Yar
(Foto: Yamalo-Nenets regional Museum ad Exhibition Complex)
Risultati interessanti sono stati ricavati dall'analisi dell'intestino del ragazzo. I ricercatori hanno effettuato un piccolo taglio attraverso il quale, con una sonda, hanno prelevato i resti presenti nell'intestino. In quest'ultimo non è stato trovato polline, per cui si è certi che sia morto o nel tardo autunno o in inverno. Venne sepolto in un periodo molto freddo dell'anno e questo ha aiutato la conservazione naturale del corpo. L'altra scoperta è stata la presenza di vermi nell'intestino, a dimostrazione che il giovane aveva mangiato pesce crudo o cotto a metà.
In precedenza erano stati trovati simili parassiti durante l'analisi di campioni estratti dai resti di un bambino trovato nel 2014 nella stessa necropoli. L'età di questo bambino era compresa tra i sei mesi e l'anno. Evidentemente tutti i bambini qui sepolti erano stati alimentati con pesce crudo o quest'ultimo è stato cucinato in forma di pappa o mescolato con cereali.
Il volto di una mummia di adulto di sesso maschile
(Foto: Natalya Fyodorova per siberiantimes.com)
Gli archeologi, precedentemente, hanno anche trovato 34 sepolture poco profonde. Alcuni inumati avevano il cranio frantumato o mancante e gli scheletri malridotti. Cinque mummie erano state avvolte nel rame e in un'elaborata pelliccia di renna o castoro. Tra le sepolture finora emerse, una sola appartiene ad un defunto di sesso femminile: una bambina con il volto occultato da lastre di rame. Curiosamente non sono state trovate mummie di donne adulte. Nei dintorni sono emerse altre sepolture infantili con maschere di rame sul volto, ma erano tutte di individui di sesso maschile.
E' stata trovata anche la mummia di un uomo dai capelli rossi, protetto da una sorta di corazza di rame che andava dal petto ai piedi. Accanto a lui giacevano un'ascia di ferro, pellicce ed una fibbia in bronzo raffigurante un orso. I piedi del defunto erano rivolti verso il fiume Poluy Gorny, un fatto al quale i ricercatori hanno attribuito un significato religioso.
Nel sito sono stati anche trovati degli artefatti di chiara origine persiana: si tratta in prevalenza di ciotole risalenti al X-XI secolo d.C.. Una delle sepolture risale sicuramente al 1280 circa, come è stato rilevato dallo studio degli anelli del legno della bara. I ricercatori hanno scoperto, accanto ai resti di una delle mummie adulte, un coltello da combattimento in ferro, un medaglione d'argento e una figurina in bronzo di un uccello, tutti oggetti datati ad un periodo compreso tra il VII e il IX secolo d.C..
Lo scopo di queste particolari sepolture non era quello di conservare i corpi dei defunti. Quest'ultima fu un fatto essenzialmente incidentale. Il terreno qui è sabbioso e non è sempre ghiacciato, una situazione che, in combinazione con la presenza di rame, ha impedito l'ossidazione dei resti ed ha garantito la loro conservazione in buono stato fino ad oggi.
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