sabato 25 giugno 2016

Echi della storia: scoperte le fortificazioni portuali del Pireo

L'esplorazione delle fortificazioni dell'antico porto del Pireo in un raro
giorno di buona visibilità (Foto: University of Copenhagen)
Nel 493 a.C. il generale e politico ateniese Temistocle esortò la sua città a costruire una forza navale di 200 triremi e a fortificare la penisola con opere portuali per affrontare il pericolo dei Persiani. Nei tre anni successivi questi ultimi attaccarono, senza successo, la Grecia e nel 490 a.C. vennero respinti a Maratona. Nel 480 a.C. tentarono nuovamente un attacco alla Grecia, stavolta via mare, e furono vinti nella battaglia di Salamina.
Le fortune della marina greca, dopo quell'epico scontro, andarono calando nel corso dei secoli, durante i quali, però, la base principale della flotta si trovava poco fuori Atene, al Pireo, che da ben 15 anni viene accuratamente esplorato dagli archeologi. Un ricercatore danese, proprio in questi giorni, ha annunciato che una spedizione subacquea avrebbe permesso di individuare i resti di quelle che, un tempo, erano le basi navali ateniesi nelle città portuali di Mounichia e di Zea sul Pireo.
La struttura appena scoperta era una delle più grandi del mondo antico ed era un elemento fondamentale delle difese del continente greco da tutti i pericoli che potevano venire dal Mediterraneo. All'interno della base di un colonnato è stato trovato un pezzo di legno lavorato che è stato esaminato, insieme con altri frammenti di ceramica, mediante il Carbonio 14, ed ha dato una datazione compresa tra il 520 e il 480 a.C., una data che permette di collocare la struttura subacquea all'epoca della minaccia persiana.
I porti di Mounichia e Zea (Foto: Zea Harbor Project)
La battaglia di Salamina fu un evento cruciale nella storia della penisola ellenica. Non è facile prevedere cosa sarebbe accaduto se la flotta greca avesse perso lo scontro, ma è chiaro che si sarebbe trattato di una sconfitta dalle enormi conseguenze sul piano culturale e sociale per tutta l'Europa. La flotta greca era, a Salamina, in evidente inferiorità numerica e vinse contro ogni previsione. L'elemento chiave furono, sicuramente, le 200 triremi ateniesi. La vittoria greca segnò anche il futuro dell'Europa che venne, proprio grazie a Salamina, influenzata dallo spirito greco piuttosto che dalla cultura persiana.
Anche se attualmente prevale ancora il pensiero che la cultura greca sia la massima espressione del pensiero umano, i Persiani avevano anch'essi una civiltà ed una cultura straordinari e si sta studiando se gli Ateniesi, all'indomani di Salamina, non finirono per ispirarsi, in qualche modo, all'architettura e alla filosofia politica persiana. Senza pensare che i Ciro il Grande aveva abolito la schiavitù in Persia molto prima delle guerre persiane, mentre in Grecia gran parte delle architetture spettacolari erano state edificate proprio grazie all'opera degli schiavi.
Busto di Temistocle, copia romana di epoca
adrianea da un originale greco del 400 a.C.
Museo Pio-Clementino
Il porto appena scoperto venne costruito in modo da poter essere sbarrato da enormi porte fortificate da torri poste su entrambi i lati. A queste si aggiungevano ulteriori fortificazioni che avevano il compito di impedire alle navi nemiche di avvicinarsi alla terraferma. I Greci, poi, avevano disposto un'enorme catena subacquea che, all'occorrenza, poteva essere tirata da una parte e dall'altra per sbarrare l'entrata al porto alle navi nemiche.
Il piano di fortificazione dei porti venne completato tra il 460 e il 445 a.C., unendo il Pireo ad Atene mediante le Lunghe Mura, di cui fu costruito prima il muro nord, poi il muro del Falero. Nel 403 a.C., alla fine della guerra peloponnesiaca, Lisandro impose la distruzione di tutte le fortificazioni del Pireo e delle Lunghe Mura e vendette, per 30 talenti, le attrezzature portuali che erano costate ben 1000. Dopo soli dieci anni Conone, vincitore della battaglia navale di Cnido, nel 395-394 a.C., ricostruì le fortificazioni del Pireo e le Lunghe Mura, ad eccezione del muro del Falero, reso ormai inutile dall'abbandono. Restaurò, anche, le opere portuali, gli arsenali e il tempio di Afrodite, dedicando una statua, opera di Kephisodotos il vecchio, ad Atena Soteira. Iniziò il periodo di massimo splendore del Pireo, le cui fortificazioni, all'epoca di Licurgo, vennero rimaneggiate ed adattate alle nuove esigenze belliche che comportavano l'utilizzo di macchine da guerra.
Sono state identificate, durante l'esplorazione archeologica subacquea, le basi navali del V secolo a.C. nel Pireo, gli scivoli per le navi e le fortificazioni del porto ma anche i luoghi in cui le navi venivano custodite. La scoperta delle due basi navali del Pireo, una nel porto di Zea ed una nel porto di Mounichia, data al 2010, quando un vecchio pescatore le segnalò agli archeologi, dicendo che quando era ragazzo aveva utilizzato, per pescare, la cima di un'antica colonna nel porto di Mounichia.
Le condizioni di lavoro degli archeologi sono state piuttosto difficili, poiché spesso la visibilità sott'acqua, all'interno dei porti, era limitata a 20 centimetri appena. Tuttavia, pur attraverso molte difficoltà, sono stati individuati i resti dei ricoveri delle imbarcazioni che erano monumentali.
Dopo il 480 a.C. i Greci affrontarono altre battaglie navali e terrestri: contro Sparta; contro i Persiani in Tracia, in Asia Minore ed in Egitto; a Corinto, in Sicilia e in Italia meridionale e Macedonia. I ricoveri navali del Pireo vennero distrutti dai romani nell'86 a.C.

Fonti:
ancient-origins.ne
Treccani
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