lunedì 25 maggio 2026

Pompei, l'ultimo respiro di un medico

Pompei, alcuni dei calchi delle vittime
(Foto: archeomedia.net)

A Pompei, a distanza di sessant'ani dallo scavo dell'Orto dei Fuggiaschi, una nuova scoperta consente di dare un'identità professionale ad una delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: era probabilmente un medico, colto dalla tragedia mentre tentava la fuga portando con sé alcuni strumenti del mestiere.
La svolta è arrivata dallo studio di un piccolo astuccio rimasto nascosto all'interno del gesso di un calco umano, rinvenuto durante le indagini dirette da Amedeo Maiuri nel 1961. In quell'area, allora occupata da un vigneto, furono individuati i calchi di quattordici persone sorprese dalla nube piroclastica nel disperato tentativo di mettersi in salvo.
Le recenti analisi sui materiali conservati nei depositi del Parco Archeologico di Pompei hanno riportato alla luce un corredo personale di eccezionale interesse: una piccola cassettina in materiale organico con elementi metallici, una borsa in tessuto con monete in bronzo ed argento ed una serie di strumenti compatibili con un set medico. Le indagini diagnostiche, condotte tramite radiografie e tomografie presso la Casa di Cura Maria Rosaria di Pompei, hanno rivelato all'interno dell'astuccio una lastrina in ardesia - utilizzata per la preparazione di sostanze medicali o cosmetiche - e piccoli strumenti metallici interpretabili come utensili chirurgici. Questi elementi consento di avanzare l'ipotesi che la vittima fosse un medicus, fornendo un raro e prezioso indizio sulla professione esercitata.

Fonte:
Parco Archeologico di Pompei


Gela, rinvenuto un interessante tesoretto di 71 monete

Gela sullo sfondo del tesoretto rinvenuto
(Foto: stilearte.it)

A Gela, in Sicilia, sono state rinvenute 71 monete in ottimo stato di conservazione, risalenti al V secolo a.C.
Il ritrovamento è avvenuto nel sito di Orto Fontanelle, nell'ambito delle attività di archeologia preventiva condotte dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta all'interno del cantiere PNRR per la realizzazione del futuro Palazzodella Cultura.
All'interno di un ambiente annesso ad un sacello è stato individuato un piccolo vasetto contenente un tesoretto monetale di carattere votivo, composto da 71 emissioni: 67 in argento e 4 in bronzo. Le monete risultano attribuibili a tre diverse zecche dell'antica Sicilia: Agrigento, Siracusa e la stessa Gela. Il contesto chiuso ed integro del deposito ne accresce il valore scientifico, offrendo agli studiosi un quadro particolarmente affidabile per l'analisi storica ed economica dell'area in età greca.
L'area di Orto Fontanelle non è nuova a rinvenimenti significativi. Si colloca in una porzione urbana di straordinaria sensibilità archeologica, in una città che, letteralmente, poggia sopra secoli di stratificazioni. Gela era un punto strategico nei traffici marittimi del Canale di Sicilia e nei rapporti con l'entroterra.
Fondata nel 688 a.C. da coloni provenienti da Rodi e Creta, Gela divenne rapidamente una delle più potenti città greche dell'Occidente. Non fu una polis marginale, ma un attore geopolitico di primo piano. Da qui partirono i fondatori di Agrigento (Akragas), una delle città più ricche della Magna Grecia siceliota. Gela sviluppò una propria identità politica, militare e culturale molto forte, segnata dalla presenza di tiranni come Cleandro, Ippocrate e soprattutto Gelone, figura decisiva che trasferì poi il proprio potere a Siracusa, trasformandola in grande capitale del Mediterraneo occidentale.
Nel V secolo a.C., proprio il periodo cui sembrano appartenere le monete appena rinvenute, Gela attraversava una stagione complessa, segnata da equilibri mutevoli, conflitti interni, rapporti competitivi con altre città greche e pressioni provenienti dal mondo cartaginese. La moneta, in questo quadro, non rappresentava soltanto un strumento economico, ma era anche un mezzo di propaganda politica, un marcatore identitario, un oggetto simbolico.
Riguardo alle monete, l'ipotesi avanzata in prima battuta è quella di un deposito votivo, un'offerta collegata a pratiche religiose. L'eccezionale conservazione delle monete lascia supporre una deposizione protetta e stabile. La leggibilità quasi completa degli esemplari potrebbe consentire identificazioni numismatiche precise.
Le tre zecche coinvolte non sono casuali. Gela coniava moneta con una propria iconografia distintiva, spesso legata al cavallo o a simboli identitari urbani. Agrigento, tra le città più opulente del mondo greco occidentale, produceva emissioni di altissima qualità artistica, celebri soprattutto per il granchio, segno distintivo della polis. Siracusa, potenza dominante della Sicilia greca, rappresentava uno dei massimi centri monetari del Mediterraneo, con emissioni oggi considerate capolavori assoluti dell'arte incisoria antica.

Fonti:
ragusah24.it
stilearte.it


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