| Roma, le scoperte sotto villa Celimontana (Foto: Fabio Caricchia, Ministero della Cultura) |
Otto ambienti decorati con mosaici ed affreschi di grande pregio, un edificio di età imperiale rimasto nascosto per secoli e un ritrovamento che potrebbe ridefinire la conoscenza di uno dei settori più importanti del Celio antico. E' questo il risultato degli scavi condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana
Le indagini hanno portato alla luce cinque ambienti completamente scavati ed altri tre parzialmente conservati, appartenenti ad un edificio costruito nel II secolo d.C. e riorganizzato nel III secolo. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un grande mosaico con un emblema marino raffigurante un delfino, un pesce, un'aragosta ed un granchio intorno ad un cratere, frammenti di un precedente pavimento musivo di età antonina, ampie porzioni del soffitto affrescato e numerosi rivestimenti in opus sectile, testimonianza dell'elevato livello decorativo del complesso.
La natura dell'edificio resta al momento oggetto di studio. I raffinati mosaici e gli affreschi sembrano raccontare la storia di una residenza aristocratica, mentre la collocazione dell'edificio e alcuni elementi emersi durante lo scavo potrebbero indicare che facesse parte della caserma della V coorte dei Vigiles. Se questa seconda ipotesi venisse confermata, il ritrovamento contribuirebbe a ridefinire l'estensione di uno dei più importanti complessi militari della Roma imperiale.
Le indagini hanno portato alla luce cinque ambienti completamente scavati ed altri tre parzialmente conservati, appartenenti ad un edificio costruito nel II secolo d.C. e riorganizzato nel III secolo. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un grande mosaico con un emblema marino raffigurante un delfino, un pesce, un'aragosta ed un granchio intorno ad un cratere, frammenti di un precedente pavimento musivo di età antonina, ampie porzioni del soffitto affrescato e numerosi rivestimenti in opus sectile, testimonianza dell'elevato livello decorativo del complesso.
La natura dell'edificio resta al momento oggetto di studio. I raffinati mosaici e gli affreschi sembrano raccontare la storia di una residenza aristocratica, mentre la collocazione dell'edificio e alcuni elementi emersi durante lo scavo potrebbero indicare che facesse parte della caserma della V coorte dei Vigiles. Se questa seconda ipotesi venisse confermata, il ritrovamento contribuirebbe a ridefinire l'estensione di uno dei più importanti complessi militari della Roma imperiale.
Fonte:
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC
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