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| Castrocielo, il cippo ritrovato (Foto: ilgiornaledellarte.com) |
Il sito archeologico di Aquinum, al centro della Valle del Liri, nel comune di Castrocielo, sono emersi, durante la diciottesima campagna di scavo, un cippo riccamente decorato ed un altare votivo in marmo.
Gli scavi, diretti dal Professor Giuseppe Ceraudo, docente di topografia antica all'Ateneo salentino, vengono condotti in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e con i comuni di Castrocielo e Aquino.
Il cippo è stato ritrovato in una posizione di riutilizzo. Il monumento, infatti, era stato reimpiegato come elemento della pavimentazione nei pressi di uno dei principali incroci di Aquinum. Sul manufatto compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se gli archeologi sono prudenti nella lettura completa dell'iscrizione.
Interessante è la decorazione del cippo: ghirlande, festoni e bucrani incorniciano le raffigurazioni di tre animali, un bue, un montone ed un maiale. Una combinazione che potrebbe richiamare il suovetaurilium, uno dei più importanti sacrifici della religione romana, nel quale venivano immolati un maiale (sus), un ovino (ovis) ed un toro (taurus). La scena potrebbe rievocare un rito legato alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale dello spazio.
L'altare votivo marmoreo, invece, apre alla conoscenza della dimensione religiosa e politica della colonia. Si tratta di un altare del quale sono stati recuperati, nel tempo, diversi frammenti che hanno permesso di ricostruire l'iscrizione ed identificare i destinatari della dedica: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto ed il Genio della colonia. A commissionare l'altare fu Manius Popidius Anteros, facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale.
Nel teatro romano, inoltre, è stata individuata una lastra marmorea con la formula FUL(GVR) C[ONDITUM], collegata al rituale con cui i romani consacravano un luogo colpito da un fulmine. Il rinvenimento potrebbe indicare che anche il teatro di Aquinum sia stato interessato da un fenomeno atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.
Gli scavi, diretti dal Professor Giuseppe Ceraudo, docente di topografia antica all'Ateneo salentino, vengono condotti in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e con i comuni di Castrocielo e Aquino.
Il cippo è stato ritrovato in una posizione di riutilizzo. Il monumento, infatti, era stato reimpiegato come elemento della pavimentazione nei pressi di uno dei principali incroci di Aquinum. Sul manufatto compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, anche se gli archeologi sono prudenti nella lettura completa dell'iscrizione.
Interessante è la decorazione del cippo: ghirlande, festoni e bucrani incorniciano le raffigurazioni di tre animali, un bue, un montone ed un maiale. Una combinazione che potrebbe richiamare il suovetaurilium, uno dei più importanti sacrifici della religione romana, nel quale venivano immolati un maiale (sus), un ovino (ovis) ed un toro (taurus). La scena potrebbe rievocare un rito legato alla purificazione, alla consacrazione o alla delimitazione rituale dello spazio.
L'altare votivo marmoreo, invece, apre alla conoscenza della dimensione religiosa e politica della colonia. Si tratta di un altare del quale sono stati recuperati, nel tempo, diversi frammenti che hanno permesso di ricostruire l'iscrizione ed identificare i destinatari della dedica: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto ed il Genio della colonia. A commissionare l'altare fu Manius Popidius Anteros, facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale.
Nel teatro romano, inoltre, è stata individuata una lastra marmorea con la formula FUL(GVR) C[ONDITUM], collegata al rituale con cui i romani consacravano un luogo colpito da un fulmine. Il rinvenimento potrebbe indicare che anche il teatro di Aquinum sia stato interessato da un fenomeno atmosferico interpretato come manifestazione della volontà divina.
Fonte:
ilgiornaledellarte.com
ilgiornaledellarte.com

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