sabato 21 luglio 2012

Le sorprese della villa romana di Ossaia

Tratto del pavimento musivo della villa di Ossaia
Sono proseguiti, in questi mesi, gli scavi presso la villa romana di Ossaia, un imponente abitazione patrizia del I secolo a.C.. La campagna di scavo del 2012, appena conclusa, è stata condotta da varie istituzioni universitarie sotto l'egida del Comune di Cortona.
Gli scavi archeologici, iniziati nel 1992, hanno permesso di indagare nel settore residenziale della grande villa romana del I secolo a.C., all'interno di una vasta proprietà appartenente ai Vibii Pansae, una illustre famiglia romana di discendenza etrusca, perfettamente integratasi nella classe dirigente della Roma tardo repubblicana. La villa, in seguito, passò tra le proprietà di Augusto.
La campagna archeologica del 2011 ha permesso di esplorare il settore nord della villa, portando alla definizione la sua pianta e le caratteristiche architettoniche del peristilio monumentale, eccezionalmente ben conservato.
Durante l'attuale campagna è stato individuato un nuovo settore della villa che guarda Cortona, con spettacolari mosaici geometrici e figurati di età augustea. Lo scavo ha restituito un tratto della pavimentazione a mosaico con inserti di scaglie marmoree policrome tutte ben conservate.

Pisa, la cattedrale prima della cattedrale

Pisa, piazza dei Miracoli
Sotto la torre di Pisa si trova un'antica cattedrale incompiuta. L'edificio risalirebbe al X secolo e non è stato mai citato dalle fonti. E' stato scoperto durante i lavori per l'impianto di irrigazione del prato antistante la torre. Sotto il battistero della chiesa, poi, è stata rinvenuta una tomba longobarda.
Pare che la costruzione della chiesa del X secolo sia stata interrotta per lasciare spazio al progetto, ben più importante, della costruzione del Duomo.
Nel 2003, mentre si procedeva al rifacimento dell'impianto di irrigazione del prato antistante il Duomo e la torre, sono emersi i resti archeologici di una piazza che, fino a quel momento, non si supponeva esistesse. In questa piazza sorgeva l'antica cattedrale, a tre navate con abside e cripta decorata da intonaci dipinti. La pianta mostra un edificio piccolo in confronto alla cattedrale romanica che l'avrebbe, in seguito sostituita. Dagli scavi, inoltre, emerge più chiaramente il quadro della Pisa romana. Vi era una domus del I secolo a.C., quando l'attuale piazza dei Miracoli era l'ingresso alla città dalla parte del mare. E' stato possibile definire meglio l'estensione degli edifici ed i caratteri costruttivi e decorativi. Nel periodo tardo antico, questi edifici furono nuovamente utilizzati integrandoli, nelle parti mancanti, con il legno. In quest'epoca cominciano a comparire le prime tombe, inizio della riconversione del luogo a spazio religioso.
La tomba longobarda scoperta in piazza dei Miracoli è del VII secolo d.C., è sostanzialmente un imponente cassone in pietra, presente sotto il battistero ed appare anch'essa riutilizzata, ma salvando i resti della deposizione di un personaggio certamente importante, con abiti impreziositi da accessori quali una rara fibbia in argento con l'iscrizione del nome del proprietario, Cipriano, e di Mauro, l'autore dell'oggetto.

giovedì 19 luglio 2012

Il ritorno del sarcofago delle quadrighe

Il sarcofago delle quadrighe
(AdnKronos) I militari del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza hanno recentemente concluso un'importante operazione che ha consentito di riportare in Italia un sarcofago romano di età imperiale, trafugato illecitamente oltre venti anni fa.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino e condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, hanno consentito - partendo da una capillare attività di intelligence svolta nell'antiquariato internazionale - di individuare in Inghilterra, presso un privato, il celebre "sarcofago delle quadrighe" di Aquino (Frosinone). Si tratta di un'opera in marmo del II secolo d.C., recante pregevoli scene di una corsa di quadrighe sul fronte, che rappresenta una delle più alte testimonianze dell'arte funeraria romana di età imperiale.
L'opera era stata sottratta nella notte tra il 2 e il 3 settembre 1991 dalla Chiesa della Madonna della Libera di Aquino, dove erano in corso interventi di restauro, e da allora se ne erano perse le tracce. All'esito delle investigazioni compiute dai finanzieri del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico del Nucleo di Polizia Tributaria, la Procura della Repubblica di Cassino ha disposto il sequestro del sarcofago. Successivamente l'opera è stata rimpatriata attraverso i canali diplomatici, per essere restituita al patrimonio artistico nazionale ed alla fruizione pubblica.

martedì 17 luglio 2012

I figli dei mercanti Pochtecas

Una delle sepolture ritrovate
Di recente, a Città del Messico, sono stati scoperti teschi ed ossa di oltre 15 persone, in un sito che gli archeologi ritengono essere stato un quartiere di mercanti Tepaneca. Si tratterebbe, se questo venisse confermato, di figli di mercanti che si spostavano durante l'epoca in cui vissero e prosperarono gli Aztechi.
Sono stati anche trovati resti di flauti, ciotole in ceramica, bruciatori d'incenso, le ossa di un cane sacrificato per accompagnare un bambino nel suo ultimo viaggio ed altri artefatti di una civiltà precolombiana.
Il sito era probabilmente un luogo cerimoniale della tribù Tepanec tra il 1200 e il 1300. Gli influenti mercanti che vivevano in questo luogo era chiamati Pochtecas.

I Signori di Sican

La sepoltura ritrovata a Chotuna-Chornancap, Perù
Lo scorso 4 luglio resti umani e gioielli, appartenenti sicuramente ad un membro dell'aristocrazia locale, sono stati ritrovati in una sepoltura di 1200 anni fa nel nord del Perù. L'uomo sepolto apparteneva alla cultura Lambayeque. Oggetti in oro ed argento ed ornamenti in rame erano stati deposti nella sepoltura, in qualità di emblemi del potere. Con essi giacevano circa 116 pezzi di ceramica e conchiglie.
La tomba si trovava a circa sei metri di profondità, in una sorta di camera funeraria, nel santuario di Chotuna-Chornancap, nei pressi di Chiclayo, dove lo scorso ottobre 2011 è stata ritrovata la sepoltura di una sacerdotessa sican.
La cultura sican, nota anche come cultura di Lambayeque è emersa tra il 700 ed il 750 d.C., rimanendo vitale fino al 1375 e raggiungendo il suo massimo splendore tra il 900 ed il 1100. Al momento sono stati ritrovati e riconosciuti almeno sette od otto "Signori di Sican" a rappresentare il potere celeste sulla terra, tutti completi di maschera facciale, occhi capovolti ed orecchie a punta.

venerdì 13 luglio 2012

Ritrovato un sentiero inca in Perù

Il tratto di sentiero inca
E' stato recentemente scoperto, nella regione sud-est di Cusco, in Perù, un sentiero Inca abbandonato da 500 anni. Ad effettuare la scoperta, alcuni archeologi peruviani, che hanno ritrovato il sentiero tra la rigogliosa vegetazione del luogo.
Il sentiero sarà visitabile tra due anni, alla fine di un progetto di riqualifica e di ricerca.
La sezione del percorso inca è lunga circa 4,3 chilometri e larga 1,7 metri ed è stato costruito utilizzando un muro di contenimento, canali di drenaggio per le acque piovane ed una piattaforma pavimentata.
Gli archeologi ritengono che la maggior parte del percorso sia in ottime condizione, il resto è stato danneggiato dalle frane e dalla vegetazione. Il sentiero giungerebbe fino al sito archeologico di Qantupata.

Una tomba cristiana dipinta ritrovata in Bulgaria

Un'antica sepoltura cristiana con affreschi murari ben conservati è stata scoperta durante lavori di scavo per la rete di energia elettrica della città bulgara di Plovdiv. Il ritrovamento è stato provvisoriamente datato al IV secolo d.C. ed è parte della necropoli meridionale dell'antica città di Filippopoli.
Le pareti della tomba sono ricoperte da affreschi che rappresentano la Resurrezione di Lazzaro e rappresentano un unicum per la Bulgaria.
Il sito, in realtà, è stato scoperto agli inizi di maggio ma gli studi sono andati avanti fino ad oggi, rallentati dalla complessa infrastruttura urbana sovrapposta all'antica necropoli ed alla tomba affrescata.

Tracce di antichi migranti in Arabia

Gli oggetti ritrovati in Arabia
Alcuni strumenti dell'età della pietra scoperti in Yemen portano gli esperti a credere che gli esseri umani lasciarono l'Africa per popolare l'Arabia già 63.000 anni fa. L'espansione degli esseri umani moderni dall'Africa all'Eurasia attraverso la penisola arabica è, ancora oggi, una delle questioni più dibattute della preistoria.
Il luogo del clamoroso ritrovamento è Shi'bat Dihya, un wadi che collega gli altopiani dello Yemen alle pianure costiere del Mar Rosso. Qui gli scavi hanno riportato alla luce 5.488 artefatti quali lame e scaglie appuntite e 97 ossa di animali, soprattutto mucche, cavalli ed istrici. Gli strumenti potrebbero essere appartenuti agli antenati dei moderni esseri umani, provenienti dall'Africa, i quali decisero di stabilirsi in Arabia malgrado la presenza di un deserto. Le ricerche sono appena iniziate.

Un antico cimitero nel sud-ovest dell'Iran

Una delle sepolture scoperte nella regione di Taj Amir, in Iran
Gli archeologi hanno scoperto un antico cimitero di 3.500 anni fa nella provincia sud-occidentale dell'Iran, nella regione di Taj Amir, nei pressi della città di Yasuj. Il cimitero si estende su una superficie di oltre 60.000 metri quadrati e conterrebbe più di 500 sepolture.
Gli archeologi, guidati dal professor Mohammad Dajabi, hanno finora riportato alla luce venti tombe e con esse alcuni artefatti in ceramica, pietra, bronzo ed anche orecchini, anelli, pugnali e monete. Purtroppo circa 8.000 metri quadri di cimitero sono andati distrutti per la costruzione della Yasuj University of Medical Scienze, un totale di 70 tombe sono state completamente distrutte assieme a quanto contenevano.

mercoledì 11 luglio 2012

Ritrovato il tempio più antico di Selinunte

La statuetta di Demetra
ritrovata nel pavimento
di V secolo a.C.
Durante gli scavi attualmente in corso nell'area archeologica di Selinunte, in provincia di Trapani, sono emersi i resti di un tempio arcaico, il più antico della città. Il tempio è riemerso sotto il pavimento di un altro tempio, il tempio R.
Nei mesi scorsi erano stati individuati parte del muro e del pavimento, ora sono tornati alla luce due fori di palo molto grandi, forse i resti del colonnato centrale. Accanto a questi fori è stata ritrovata della ceramica databile al 650-625 a.C. ed un vaso dalla forma allungata, un lekythos, con animali che pascolano.
La campagna di scavo è compiuta nell'ambito della convenzione tra il Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, il Parco Archeologico di Selinunte e l'Institute of Fine Arts della New York University. L'equipe è diretta dal professor Clemente Marconi. Le ricerche si sono concentrate sul tempio R ed hanno confermato quanto era stato ipotizzato in passato in base alle indagini esterne dell'edificio. Verso il 300 a.C., in età ellenistica, l'interno del tempio R è stato colmato con un riempimento di tegole, terra e anfore da trasporto che ha sigillato i livelli arcaici e classici del tempio stesso. Questo ha permesso di ritrovare, in perfetto stato di conservazione, il pavimento di V secolo a.C. che reca tracce chiarissime di incendio e devastazione, sul quale sono state ritrovate punte di freccia che si riferiscono alla conquista cartaginese di Selinunte (409 a.C.). La lekythos ritrovata, a fondo bianco, risalente al 480 a.C. circa, è confrontabile con opere simili attribuite al pittore Douris.
L'area del tempio R vista dall'alto
Il piano pavimentale di età arcaica comprendeva, incastrata nel pavimento della cella, una statuetta in terracotta della divinità alla quale era stato dedicato il tempio, forse Demetra, databile al 570 a.C. circa. Vicino ai muri est e sud dell'edificio, all'interno della cella, vi erano numerose offerte votive, soprattutto vasi con funzione rituale, ceramica di importazione, armi in ferro e in bronzo, braccialetti, vaghi di collana, un pendente a forma di torello di produzione egizia o fenicia.
Tra le offerte votive spicca un flauto in osso, conservato piuttosto bene per due terzi della sua lunghezza originaria, deposto nel 570 a.C. con un piccolo vaso corinzio. La dedica inscritta sul flauto allude a spettacoli musicali e danze legate al culto di Demetra, raffigurate su una serie di vasi corinzi dedicati nell'area del tempio R.
Una delle punte di freccia cartaginese ritrovate
sul pavimento di V secolo a.C. del tempio R

martedì 10 luglio 2012

Gli indiani canadesi prima di Colombo

Un beccuccio per pipa a forma
di testa di picchio ritrovato
a Mantle
Una ricerca ha rivelato che 500 anni fa, quando gli europei si stavano preparando a visitare il Nuovo Mondo, sorse e si sviluppò rapidamente un insediamento sulla sponda settentrionale del lago Ontario, in Canada. La zona fu occupata tra il 1500 e il 1530 circa d.C. e gli scavi, condotti in questo luogo tra il 2003 e il 2005, hanno scoperto ben 98 longhouse, una palizzata di pesanti travi di legno a carattere difensivo e circa 200.000 manufatti, alcuni dei quali a forma di volto umano.
Sulle sponde del lago Ontario sorgeva, dunque, un complesso e vivace villaggio cosmopolita, abitato da circa 1.500-1.800 persone, una sorta di cittadina medioevale europea. Il sito è veramente grande ed è rimasto nascosto per centinaia di anni, dal momento che le sue longhouse erano costruite principalmente in legno che, come si sa, è soggetto a rapido deperimento. Gli archeologi hanno stimato che in un certo momento della storia del villaggio erano in uso, contemporaneamente, ben 55 delle 98 longhouse.
Una delle misteriose testine ritrovate
a Mantle
Un'altra scoperta interessante fatta dagli archeologi nel sito di Mantle, come si chiama la località canadese, è la natura cosmopolita dell'antico villaggio. Sia l'arte che la ceramica mostrano di aver subito l'influenza di tutte le nazioni degli Irochesi, con i quali c'era, sicuramente, un fitto scambio commerciale. A Mantle, inoltre, sono stati ritrovati i primi prodotti europei in assoluto mai arrivati nella regione dei Grandi Laghi del Nord America: due sfere di rame e un oggetto in ferro battuto, che si ritiene aver fatto parte di una scure e che era stato accuratamente sepolto al centro dell'insediamento.

Spagna, scoperto un interessantissimo carro votivo in bronzo

Spagna, il carro votivo in bronzo (Foto: CSCIC Comunicaciòn) Nel sito archeologico di Casas del Turunelo , nella provincia di Badjoz , in Sp...