domenica 16 agosto 2026

Kainua ed i suoi segreti, torna alla luce un pozzetto votivo a Marzabotto

Marzabotto, una delle statuine rinvenute nel pozzo
(Foto: archeomedia.net

Statuette in bronzo, un rarissimo piatto in bronzo, che conserva ancora l'originario colore lucente del metallo, e offerte votive sono i principali reperti emersi dalla campagna di scavo che interessato un antico pozzo rituale nell'area sacra di Kainua, l'antica città etrusca i cui resti si conservano nel territorio di Marzabotto, in provincia di Bologna
Gli oggetti rinvenuti sul fondo del pozzo sembrano essere frutto di una deposizione rituale legata alla fondazione della struttura, che è stata datata tra la fine del VI ed i primi decenni del V secolo a.C., in concomitanza con la nascita della città di Kainua. A testimonianza della fase finale di utilizzo del pozzo, con la conseguente chiusura, sono due scheletri umani, che sembrano segnare il momento dell'abbandono e della chiusura della struttura.
Il pozzo si trova nell'area sacra urbana di Kainua e conferma come questa struttura non fosse destinata solo all'approvvigionamento idrico, ma avesse anche una funzione rituale legata sia alla fondazione della città che al culto dell'acqua.
L'area non è nuova a ritrovamenti di particolare rilievo, come dimostrano i due monumentali templi le cui iscrizioni etrusche sono state attribuite alla principale coppia divina del pantheon etrusco: Tinia (corrispondente a Zeus) e la sua consorte Uni (assimilata ad Hera). Nell'area dedicata ad Uni è documentato, inoltre, il culto di Vei, divinità assimilabile a Demetra, protettrice della fertilità agraria ed umana.
La campagna di scavo è stata condotta dal Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e dall'Università di Bologna, nell'ambito di una collaborazione istituzionale.
L'esistenza della città è nota fin dal 1551, quando frate Leandro Alberti, nel suo Descrittione di tutta Italia, ipotizza la presenza di una città antica sulla base del ritrovamento di alcune rovine di edifici, mosaici e monete. Il sito, malgrado sia andato in parte perduto a causa dell'erosione della marna dovuta al vicino fiume Reno, rimane unico nel suo genere poiché ha perfettamente conservato le tracce della sua planimetria, a pianta ottagonale di stampo coloniale.

Fonti:
archeomedia.net
Wikipedia

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