| Turchia, la statua ritrovata a testa in giù come base di una strada romana (Foto: Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia) |
Per quasi 2500 anni il volto di un giovane uomo è rimasto rivolto verso la terra. Sopra il marmo passava una strada della Sardes romana, mentre la statua era stata trasformata in materiale da costruzione. Quella posizione ha protetto proprio le parti più delicate della scultura. Oggi il reperto conserva il volto, la capigliatura, le mani e particolari dell'abbigliamento.
La scoperta è avvenuta a Sardes, presso l'odierna Sart, a circa 440 chilometri da Ankara. La città sorgeva nella valle dell'Hermos, l'attuale Gediz, in una posizione strategica dell'Anatolia occidentale, tra l'interno della regione ed il mondo egeo.
Il giovane raffigurato dalla statua è in piedi ed ha dimensioni superiori a quelle naturali. L'opera è stata datata tra il 470 ed il 450 a.C. e raggiunge i 2,20 metri di altezza. E' stata recuperate in due grandi parti; i piedi e alcuni frammenti minori risultano mancanti.
Quando fu scolpita, Sardes era già una delle città più importanti dell'Anatolia occidentale. Era stata la capitale del regno di Lidia, una potenza conosciuta nell'antichità per la sua ricchezza, legata anche alle risorse aurifere della regione. La città occupava una posizione favorevole lungo le vie che collegavano l'interno dell'Anatolia alla costa egea. A Sardes si svilupparono anche alcune delle prime forme di monetazione in metallo prezioso.
Nel 547 a.C. il regno lidio fu conquistato dai Persiani di Ciro il Grande. Sardes mantenne il proprio peso politico e divenne la capitale della provincia occidentale dell'impero achemenide, amministrata da un satrapo, il rappresentante del sovrano persiano. La statua appartiene proprio a questa fase della storia della città.
Il giovane indossa un himation, il grande mantello utilizzato nel mondo greco, sopra un chiton, una veste leggera simile ad una tunica. Sotto questi indumenti compare una terza veste caratterizzata da linee orizzontali. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, questo particolare non trova confronti nelle statue analoghe conosciute dell'Anatolia e della Grecia e rappresenta quindi un possibile elemento della tradizione locale legata alla cultura lidia.
La posizione eretta ed i lunghi capelli ricordano esempi della scultura del VI secolo a.C.; i lineamenti del volto, la resa anatomica delle mani ed altri dettagli della lavorazione appartengono, invece, alla prima metà del V secolo a.C.
Nella mano destra il giovane tiene un frutto che gli studiosi ritengono possa essere una mela cotogna. Secondo l'interpretazione indicata dal Ministero turco, potrebbe trattarsi di un'offerta destinata ad una divinità. L'identità del personaggio resta ancora sconosciuta. Le informazioni diffuse finora lo descrivono semplicemente come un giovane uomo e non permettono di identificarlo come re, sacerdote, atleta, guerriero o divinità.
Anche il luogo nel quale la statua era stata collocata originariamente non è stato individuato. Gli archeologi hanno invece documentato il suo ultimo impiego avvenuto molti secoli dopo la sua realizzazione. Durante il periodo romano il marmo venne riutilizzato nella pavimentazione della strada colonnata all'ingresso di Sardes. La statua fu collocata con il volto rivolto verso il basso, sotto la superficie della strada. Le fonti disponibili non permettono di stabilire le motivazioni di questa strana collocazione. Il riutilizzo di elementi scultorei e architettonici era una pratica conosciuta nel mondo romano ed anche a Sardes sono documentati materiali più antichi impiegati nuovamente nelle costruzioni.
Gli studiosi ora si preoccupano della conservazione e della ricerca di eventuali pigmenti antichi. Le sculture in marmo dell'antichità potevano, infatti, essere dipinte ed il loro aspetto originale era molto diverso dal bianco uniforme che oggi associamo alla statuaria classica. La presenza di pigmenti potrebbe fornire nuovi elementi per ricostruire l'aspetto originario del giovane, compresi i colori utilizzati per l'abbigliamento ed eventuali dettagli decorativi.
La scoperta è avvenuta a Sardes, presso l'odierna Sart, a circa 440 chilometri da Ankara. La città sorgeva nella valle dell'Hermos, l'attuale Gediz, in una posizione strategica dell'Anatolia occidentale, tra l'interno della regione ed il mondo egeo.
Il giovane raffigurato dalla statua è in piedi ed ha dimensioni superiori a quelle naturali. L'opera è stata datata tra il 470 ed il 450 a.C. e raggiunge i 2,20 metri di altezza. E' stata recuperate in due grandi parti; i piedi e alcuni frammenti minori risultano mancanti.
Quando fu scolpita, Sardes era già una delle città più importanti dell'Anatolia occidentale. Era stata la capitale del regno di Lidia, una potenza conosciuta nell'antichità per la sua ricchezza, legata anche alle risorse aurifere della regione. La città occupava una posizione favorevole lungo le vie che collegavano l'interno dell'Anatolia alla costa egea. A Sardes si svilupparono anche alcune delle prime forme di monetazione in metallo prezioso.
Nel 547 a.C. il regno lidio fu conquistato dai Persiani di Ciro il Grande. Sardes mantenne il proprio peso politico e divenne la capitale della provincia occidentale dell'impero achemenide, amministrata da un satrapo, il rappresentante del sovrano persiano. La statua appartiene proprio a questa fase della storia della città.
Il giovane indossa un himation, il grande mantello utilizzato nel mondo greco, sopra un chiton, una veste leggera simile ad una tunica. Sotto questi indumenti compare una terza veste caratterizzata da linee orizzontali. Secondo il Ministero della Cultura e del Turismo turco, questo particolare non trova confronti nelle statue analoghe conosciute dell'Anatolia e della Grecia e rappresenta quindi un possibile elemento della tradizione locale legata alla cultura lidia.
La posizione eretta ed i lunghi capelli ricordano esempi della scultura del VI secolo a.C.; i lineamenti del volto, la resa anatomica delle mani ed altri dettagli della lavorazione appartengono, invece, alla prima metà del V secolo a.C.
Nella mano destra il giovane tiene un frutto che gli studiosi ritengono possa essere una mela cotogna. Secondo l'interpretazione indicata dal Ministero turco, potrebbe trattarsi di un'offerta destinata ad una divinità. L'identità del personaggio resta ancora sconosciuta. Le informazioni diffuse finora lo descrivono semplicemente come un giovane uomo e non permettono di identificarlo come re, sacerdote, atleta, guerriero o divinità.
Anche il luogo nel quale la statua era stata collocata originariamente non è stato individuato. Gli archeologi hanno invece documentato il suo ultimo impiego avvenuto molti secoli dopo la sua realizzazione. Durante il periodo romano il marmo venne riutilizzato nella pavimentazione della strada colonnata all'ingresso di Sardes. La statua fu collocata con il volto rivolto verso il basso, sotto la superficie della strada. Le fonti disponibili non permettono di stabilire le motivazioni di questa strana collocazione. Il riutilizzo di elementi scultorei e architettonici era una pratica conosciuta nel mondo romano ed anche a Sardes sono documentati materiali più antichi impiegati nuovamente nelle costruzioni.
Gli studiosi ora si preoccupano della conservazione e della ricerca di eventuali pigmenti antichi. Le sculture in marmo dell'antichità potevano, infatti, essere dipinte ed il loro aspetto originale era molto diverso dal bianco uniforme che oggi associamo alla statuaria classica. La presenza di pigmenti potrebbe fornire nuovi elementi per ricostruire l'aspetto originario del giovane, compresi i colori utilizzati per l'abbigliamento ed eventuali dettagli decorativi.
Fonti:
Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia
stilearte.it
Ministero della Cultura e del Turismo della Turchia
stilearte.it
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