domenica 18 dicembre 2022

Pantelleria, il percorso subacqueo delle anfore...

Pantelleria, anfora greco-italica sull'itinerario subacqueo
di Cala Tramontana (Foto: Salvo Emma)
L'attività di ricognizione dei fondali dell'isola di Pantelleria ha regalato altre sorprese. Durante le prospezioni subacquee, effettuate con l'ausilio del Rov (un robot subacqueo filoguidato), è stata individuata una zona di concentrazione di anfore che coprono un ampio ventaglio cronologico. I reperti identificati saranno inseriti nel database del Sistema Informativo territoriale della Soprintendenza del mare della Regione Siciliana.
"Gli interventi di tutela e monitoraggio del patrimonio culturale subacqueo - sottolinea l'assessore ai Beni Culturali Elvira Amata - sono frutto della collaborazione continuativa tra le forze dell'ordine che operano in mare: Guardia costiera, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia di Sato e gli uffici dell'assessorato.".
La campagna di monitoraggio dei beni culturali sommersi, nell'area che va da Cala Cottone fino a Cala Tramontana, nella parte settentrionale dell'isola, si è appena conclusa. Lungo il tratto di costa ispezionato, già da alcuni anni sono stati istituiti itinerari archeologici sommersi visitabili dai sub in possesso di brevetto di immersione.

Fonte:
storiearcheostorie.com


Napoli, Parco Archeologico del Pausilypon, nuove scoperte nella villa del crudele Pollione

Napoli, Parco archeologico del Pausilypon, villa di
Publio Vedio Pollione (Foto: Armando Mancini)
E' una scoperta che, ironia della sorte, ribalta un tentativo di damnatio memoriae che risale ai tempi dell'impero romano, quella fatta a Napoli, al Parco Archeologico del Pausilypon: all'interno della villa appartenuta a Publio Vedio Pollione, commerciante di vini e politico molto influente, vissuto nel periodo augusteo, è stato ritrovato un pavimento a mosaico rimasto nascosto per duemila anni sotto le terme.
Il mosaico faceva parte della villa di Pollione che, dopo la morte del proprietario, venne completamente ritrasformata da Augusto che l'aveva ereditata, molto probabilmente per cancellare ogni traccia di memoria del commerciante che, in non poche occasioni, aveva messo in imbarazzo l'imperatore.
Attraverso i racconti di Tacito, Cassio Dione e Seneca (quest'ultimo con il suo De Ira) sappiamo che Publio Vedio Pollione fu un uomo molto noto non solo per i suoi successi imprenditoriali e politici, ma anche e soprattutto per la sua ferocia, soprattutto nei modi in cui trattava i suoi schiavi. Ad assistere ad uno degli scatti d'ira di Pollione fu anche Augusto: una volta, durante un banchetto in cui era presente anche l'imperatore, Pollione ordinò che un suo schiavo venisse dato in pasto alle murene da lui allevate in una piscina perché aveva rotto un calice di cristallo. Lo schiavo implorò la pietà di Augusto, che lo soccorse con un'abile mossa diplomatica: ordinò che gli venissero portati tutti i calici di cristallo presenti nella villa per poi ordinare di romperli tutti. A quel Punto Pollione non potette più punire lo schiavo, dato che lo stesso affronto era stato commesso anche da Augusto. Essendo comunque molto vicino all'imperatore, Pollione alla sua morte - avvenuta nel 15 a.C. - lasciò gran parte delle sue ricchezze ad Augusto, compresa la villa a Posillipo. L'imperatore, però, la fece radere al suolo, per costruirci sopra le terme ed un portico dedicato alla moglie Livia.
"La nostra è ancora un'ipotesi. Manca ancora una datazione stratigrafica, ma in base allo stile quel salone potrebbe risalire all'età tardo repubblicana o al massimo Augustea", spiega Marco Giglio, dell'Università L'Orientale di Napoli, che ha condotto lo scavo con la concessione del Ministero della Cultura ed in accordo con la Soprintendenza all'Archeologia, belle arti e paesaggio del comune campano, impegnata in un progetto di valorizzazione del Parco Archeologico di Posillipo.
Si tratta di un pavimento composto da tessere bianche con una cornice nera, collocato all'interno di un grande salone che si affacciava sul mare. Nell'opera di "riedificazione" voluta da Augusto, proprio sopra questo salone l'imperatore fece realizzare i locali di servizio delle sue terme personali.
Oltre alla villa, il Parco Archeologico Ambientale del Pausilypon, cui si accede attraverso l'imponente Grotta di Seiano, traforo di epoca romana lungo più di 700 metri che congiunge la piana di Bagnoli con il vallone della Gaiola, conserva i resti del Teatro, dell'Odeion e di alcune sale di rappresentanza della villa, le cui strutture marittime fanno oggi parte del limitrofo Parco Sommerso di Gaiola, su cui si affacciano i belvedere a picco sul mare del Pausilypon.
Il complesso rappresenta uno dei primi esempi di villa costruita adeguando l'architettura alla natura dei luoghi comprendendo, oltre alla parte abitativa, impianti termali, giardini, quartieri per gli addetti ai servizi, aree per gli spettacoli e, verso il mare, le strutture portuali con gli edifici connessi e il complesso sistema di peschiere ancora ben conservato.

Fonti:
artribune.com
storiearcheostorie.com





Egitto, i gioielli della "figlia della Signora delle Due Terre"

Egitto, uno dei gioielli recuperati in una tomba appena
scoperta (Foto: english.ahram.org.eg)

Una missione archeologica britannica dell'Università di Cambridge che lavora presso la necropoli di Tell el-Amarna, nel governatorato di Minya, nell'Alto Egitto, ha scoperto un piccolo tesoro in gioielli d'oro e steatite (pietra ollare) in una necropoli della XVIII Dinastia (1550-1292 a.C.).
I gioielli sono stati rinvenuti nella sepoltura di una giovane donna che indossava una collana formata da ciondoli a forma di petalo e portava tre anelli su un dito. La donna era stata avvolta in una stuoia di tessuto e fibre vegetali e sepolta in una piccola tomba a pozzo insieme ad altri individui.
Ann Steven, vicedirettore della missione, ha affermato che questa sepoltura si trova presso una necropoli a nord di Amarna, che comprende un piccolo numero di pozzi funerari e tombe. Il progetto Amarna ha indagato le necropoli dell'antica città dal 2005, con l'obiettivo di acquisire informazioni sulla vita e le usanze funerarie dell'antica città del faraone Akhenaton.
La collana rinvenuta nella sepoltura
(Foto: english.ahram.org.eg)
Gamal el-Samastawy, direttore generale delle antichità dell'Egitto centrale, ha affermato che il ritrovamento consiste, più precisamente, in tre anelli ed una collana. Il primo anello presenta un'immagine del dio Bes, considerato un potente amuleto. Bes, con la sua controparte femminile Bastet, è un'antica divinità venerata come protettrice delle famiglie e, in particolare delle madri, dei bambini e del parto. Una divinità benevola, venerata anche come dea dei gatti, della casa e della fertilità. Il secondo ed il terzo sono, invece, decorati con numerosi geroglifici e riportano un'incisione che si può tradurre come "la figlia della Signora delle Due Terre", cosa che potrebbe dare un indizio sull'identità della ragazza sepolta. 
La missione dell'Università di Cambridge ha iniziato gli scavi a Tell el-Amarna nel 1977, in diversi siti tra i quali il grande tempio di Aton, il villaggio di al-Ahgar, il palazzo settentrionale e le dimore di Ra e Banehsi. La missione ha anche effettuato lavori di restauro al piccolo tempio di Aton ed al palazzo settentrionale.
Nell'area si possono ammirare 25 tombe direttamente scolpite nella montagna, dove furono sepolti alti statisti e sacerdoti e che recano incisi temi religiosi. A queste sepolture si aggiungono quelle del cimitero reale, che nella loro disposizione ricordano quelle della Valle dei Re.
Tell el-Amarna si trova a circa 12 chilometri a sudovest della città di Minya, custodisce le rovine della città fatta edificare dal faraone Akhenaton e da Nefertiti per essere il luogo di culto di Aton. Tra le rovine sono riconoscibili quelle di templi un tempo magnifici, palazzi e sepolture.

Fonti:
english.ahram.org.eg
tecnologia.libero.it


sabato 17 dicembre 2022

Israele, rinvenuti proiettili con iscrizioni

Israele, un proiettile greco con la dicitura greca "Vittoria"
(Foto: Dafna Gazit, Israel Antiquities Authority)

Un proiettile da fionda in piombo di 2200 anni è stato recentemente scoperto dall'Autorità Israeliana per le Antichità (IAA) nella città israeliana di Yavne, recante un'iscrizione magica, in greco, evocativa di vittoria e che forse apparteneva ad un soldato greco.
Sul proiettile c'è l'iscrizione greca "Vittoria di Eracle e Hauronas", una coppia che era considerata i "divini patroni di Yavne" nel periodo ellenistico.
L'iscrizione su un proiettile da fionda è la prima prova archeologica dell'esistenza dei due patroni di Yavne scoperta all'interno della città. Finora la coppia era conosciuta solo da un'iscrizione rinvenuta sull'isola greca di Delo. Il proiettile è lungo 4,4 centimetri e doveva essere lanciato per mezzo di alcune imbracature.
Le iscrizioni trasmettono un messaggio di unità dei guerrieri con l'obiettivo di sollevare il morale delle truppe e spaventare il nemico. Erano parti della guerra psicologica, il cui scopo principale era terrorizzare l'avversario.

Fonte:
i24news.tv

Turchia, rinvenuti due antichissimi rilievi

Turchia, una figura umana che si tiene il pene
(Foto: gizmodo.com)
A Syburc, in Turchia, non lontano dal famoso sito di Gobekli Tepe, un archeologo ha scoperto una scena di 11000 anni fa scolpita su un muro. Si tratta di una delle raffigurazioni più antiche nella documentazione archeologica.
La scena presenta cinque figure: due umani, un toro e due leopardi. Uno degli umani tiene un serpente nella mano destra. L'altra figura umana tiene in mano il suo pene.
"Abbiamo pochissime informazioni sulla comunità che ha prodotto questo rilievo", ha dichiarato Eylem Ozdogan, archeologo dell'Università di Instabul. Secondo Ozdogan, i ricercatori stanno ancora aspettando i risultati della datazione al radiocarbonio del sito, ma ritengono che le raffigurazioni scoperte risalgano alla fine di Gobekli Tepe, nel IX millennio a.C.
L'antico sito di Sayburc è stato in gran parte coperto dalla moderna città nel 1949. Gli scavi sono iniziati lo scorso anno ed hanno portato alla luce un edificio del periodo Neolitico ed un muro sul quale sono state individuate le figure oggetto di particolare attenzione da parte degli archeologi. Finora solo la metà dell'edificio è stata scavata.
La scena identificata non è l'opera d'arte più antica conosciuta. Questo dipende molto da quello che si intende per arte. Un dipinto di 43900 anni fa di un maiale, rinvenuta in Indonesia nel 2021, potrebbe essere l'opera d'arte figurativa più antica conosciuta, così come in Tibet, una serie di impronte di mani e piedi di bambini risalenti a 1690000 anni fa.
Sulla base dell'orientamento delle figure, Ozdogan ritiene che nel rilievo siano raffigurate due scene. Una comprendente un essere umano ed il toro, l'altra con la figura umana affiancata da due leopardi. Entrambe le figure umane sono maschili. L'edificio che presenta le due scene era destinato ad un uso comune. Vi erano delle panche in pietra che fiancheggiavano le pareti, corredate da schienali. L'opera d'arate può essere considerata un riflesso della memoria collettiva delle comunità, qualcosa che serviva a rafforzarne e sostenerne i valori. Quali fossero questi valori richiede un'analisi più approfondita.

Fonte:
gizmodo.com

sabato 10 dicembre 2022

Egitto, scoperto un tempio tolemaico nel Fayoum

Egitto, la struttura funeraria tolemaica appena rinvenuta
(Foto: english.ahram.org.eg)
Durante la decima stagione di scavo, gli archeologi egiziani hanno rinvenuto, nel Fayoum, una grande struttura funeraria di epoca tolemaica. La scoperta è stata effettuata nei pressi del villaggio di Garza, noto precedentemente come Filadelfia, fondato nel III secolo a.C. come stanziamento all'interno del progetto di bonifica agricola di Tolomeo II nella regione del Fayoum. Il suo scopo era quello di garantire risorse alimentari per il regno egizio ed ospitava una popolazione mista di greci ed egiziani.
Il pavimento dell'edificio funerario e costituito da malta di calce colorata ed è decorato con piastrelle di diverso colore. Nelle vicinanze del complesso sono stati, inoltre, scoperti i resti di quattro colonne. Basem Jihad, capo della missione archeologica, ha aggiunto che sono stati rinvenuti anche numerosi sarcofagi in stile sia dell'antico Egitto che dell'antica Grecia.  Le nuove scoperte permettono di delineare meglio la diversità nella qualità dell'imbalsamazione durante la dinastia tolemaica ed in epoca romana.
Durante la missione sono stati scoperti anche numerosi ritratti conosciuti come ritratti del Fayoum. Questi ritratti sono i primi ad essere rinvenuti da quando l'archeologo inglese Flinders Petrie, nel 1907, ne scoprì alcuni e dopo gli scavi dell'archeologo tedesco Von Kaufmann, che scoprì la cosiddetta "Tomba di Aline".
In uno dei sarcofagi lignei è stata scoperta una rara statuetta in terracotta della dea Iside-Afrodite, oltre ad una serie di papiri, iscritti sia in caratteri demotici che greci, che riflettono le condizioni sociali e religiose degli abitanti.
Fayoum (Shedet in antico egiziano) è stata fondata nell'Antico Regno ed era un centro di culto del dio coccodrillo Sobek. Durante il regno tolemaico, Fayoum venne chiamata Ptolemais Euergétis, in seguito ribattezzata Arsinoe, e divenne un centro per il culto tolemaico di Alessandro Magno. Gli archeologi hanno scavato nel sito archeologico di Garza dal 2016.

Fonti:
english.ahram.org.eg
scienzenotizie.it

Roma, dalle fogne del Colosseo frammenti di vita romana

Roma, l'arena del Colosseo (Foto: Reuters)
Gli archeologi hanno scoperto che gli spettatori che assistevano agli spettacoli gladiatori al Colosseo, si deliziavano di spuntini a base di olive, frutta e noci. Nel sito, infatti, sono stati rinvenuti frammenti di cibo: fichi, uva, ciliegie, more, noci ed altro ancora. Sono state trovate anche le ossa di orsi e grandi felini che, probabilmente, erano "ospiti" nei giochi di caccia nell'arena.
Queste scoperte sono state fatte durante le ispezioni all'interno del sistema fognario del Colosseo e sono "reliquie" che fotografano "l'esperienza e le abitudini di chi frequentava questo luogo durante le lunghe giornate dedicate alle rappresentazioni", ha affermato Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo.
I ricercatori ritengono che le ossa di orsi e leoni siano state lasciate, con tutta probabilità, da animali costretti a combattere tra loro e contro i gladiatori. Sono state rinvenute anche altre ossa, più piccole, appartenenti, forse, a cani.
Parte finale del collettore sud (Foto: Archivio del
Parco Archeologico del Colosseo)
Sono stati ritrovati anche cuticole e frammenti di foglie di bosso e di alloro, piante che venivano utilizzate per decorare l'arena durante gli spettacoli. Ed, inoltre, dadi da gioco, oggetti d'uso personale come uno spillone in osso lavorato, elementi di vestiario come borchie, chiodini da scarpe e frammenti di cuoio.
Lo scavo ha permesso anche il recupero di antiche monete, tra le quali 50 monete di bronzo risalenti al periodo tardo romano, intorno al 250-450 d.C. e una moneta commemorativa d'argento del 170-171 d.C. circa che celebra i dieci anni di regno di Marco Aurelio. Il ritrovamento di queste monete potrebbe ipotizzare l'uso del denaro per ingraziarsi il favore del popolo. Un reperto "sorprendente da parte degli archeologi contemporanei per raccontare, più di 1500 anni dopo, il fascino di quei giochi e di quei giorni", spiegano gli esperti.
Lo studio è iniziato nel gennaio 2021 ed ha comportato lo sgombero di 70 metri di scarichi e fognature che corrono al disotto dell'arena romana. Architetti ed archeologi hanno utilizzato robot guidati da fili per navigare nel complesso sistema di drenaggio. Il Colosseo era il più grande anfiteatro dell'Impero romano, caduto in disuso intorno al 523 d.C. Ospitava combattimenti di gladiatori e altri spettacoli pubblici.
Il gruppo di ricerca ha lavorato all'indagine sotto la direzione scientifica di Martina Almonte, Federica Rinaldi e Barbara Nazzano. Lo studio ha coinvolto gli speleologi di Roma Sotterranea Srl. Tra gli obiettivi primari dell'attività di ricerca, la necessità di comprendere il funzionamento delle fogne antiche e dell'idraulica del Colosseo. Nasce da qui lo studio sistematico del sistema di regimentazione delle acque, con ispezioni realizzate nei collettori al di sotto della piazza, al fine di indagare e conoscere l'attuale modalità di smaltimento delle acque del comparto ipogeo del monumento.

Fonti:
bbc.com
artribune.com
agi.it

Inghilterra, nuove interessanti scoperte nella lussuosa villa di Rutland

Rutland, i resti del fienile convertito in balneum
(Foto: theguardian.com)
Gli archeologi hanno raccolto nuove prove del grandioso stile di vita dei proprietari della lussuosa villa romana scoperta a Rutland, nelle Midlands orientali, in Gran Bretagna.
I proprietari del complesso delle Midlands hanno trasformato un fienile agricolo in legno in un'abitazione in pietra dotata di un balneum, un bagno turco ed una piscina di acqua fredda (frigidarium). Queste scoperte arrivano a due anni di distanza dal ritrovamento di antiche ceramiche da parte dei proprietari del terreno agricolo di Rutland.
Gli archeologi dell'Università di Leicester, in collaborazione con l'Historic England e il consiglio della contea di Rutland, hanno successivamente portato alla luce un raro mosaico raffigurante scene tratte dall'Iliade di Omero. Il ritrovamento è stato definito come "la più entusiasmante scoperta di mosaici romani avvenuta nel Regno Unito nel secolo scorso". Ora lo stesso team di archeologi ha svelato ulteriori scoperte nel sito, inclusa la conversione di un fienile delle dimensioni di una piccola chiesa.
Il fienile era sostenuto da grandi pali di legno e poteva, forse, avere due piani. Venne trasformato in edificio in pietra intorno al III-IV secolo d.C., con una delle estremità adibita ad abitazione a più piani mentre l'altra era destinata a piccola officina artigianale. La caratteristica principale dell'abitazione era un bagno in stile romano con un sofisticato sistema di riscaldamento che correva sotto il pavimento e condotti di riscaldamento che erano inseriti nelle pareti. Un serbatoio all'esterno dell'edificio potrebbe essere stato utilizzato per raccogliere l'acqua piovana.
Gli archeologi hanno nuovamente analizzato l'area che ospita il pavimento musivo che, forse, era collocato in un triclinio all'interno dell'edificio principale della domus. Hanno scoperto frammenti in marmo levigato, colonne in pietra spezza e intonaco dipinto il quale ultimo suggerisce la presenza di una grande decorazione. Il triclinio era stato concepito come un'estensione della villa principale.
I nuovi scavi hanno portato alla luce anche altri mosaici presenti nei corridoi che portano al triclinio, tra questi mosaici uno rappresenta un disegno geometrico caleidoscopico.

Fonte:
theguardian.com

giovedì 8 dicembre 2022

Egitto, la necropoli delle mummie dalle lingue d'oro


Egitto, una delle mummie dalla lingua d'oro
(Foto: english.ahram.org.eg)

Durante gli scavi effettuati nel governatorato del Delta centrale del Nilo sono state scoperte delle mummie molto particolari. Sono stati recuperati anche vasi in terracotta, foglie d'oro a forma di scarabeo e fiori di loto, una serie di amuleti funerari in pietra, scarabei e vasi risalenti al periodo tolemaico e romano.
"Le mummie con lingue d'oro sono in cattive condizioni di conservazione", ha dichiarato Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle antichità. Waziri ha aggiunto che sono stati trovati anche scheletri, resti di mummie ricoperte di foglie d'oro, sarcofagi antropoidi in legno e tracce di rame che un tempo era utilizzato per fabbricare le bare.
Ayman Ashmawi, capo del settore delle antichità dell'Antico Egitto, ha affermato che la parte della necropoli recentemente scoperta ha uno stile architettonico diverso. Ashmawi ha spiegato che questa parte è fatta in mattoni di fango ed è composta da una sala principale a volta con tre camere funerarie a volta e un pozzo funerario con due camere laterali.
I primi studi sulle sepolture, sulle mummie e sulla collezione funeraria rinvenuta indicano che questa necropoli è stata utilizzata durante tre periodi: il tardo antico egiziano, il tolemaico e parte del periodo romano.
La necropoli di Quweisna è uno dei siti archeologici più importanti del Delta del Nilo ed ospita una serie di tombe e camere sepolcrali di diverse epoche archeologiche. Queste sepolture rivelano i cambiamenti nello stile architettonico delle tombe e i metodi di sepoltura utilizzati nelle diverse epoche. Quweisna ospita anche una necropoli per uccelli sacri
Nelle campagne di scavo passate, la missione archeologiche ha riportato alla luce tombe, resti di edifici, mummie, bare e sarcofagi, tra i quali uno enorme antropoide, scolpito nel granito nero per uno degli anziani sacerdoti di Atribis, l'odierna Banha a Qalioubiya, governatorato a nord del Cairo.

Fonte:
english.ahram.org.eg

Georgia, rinvenuto un torchio per vino


Georgia, i resti del torchio dopo la ripulitura del terreno
(Foto: R. Karasliewicz-Szczyplorski)
I resti ben conservati di un antico torchio sono stati trovati vicino al forte romano di Apsaros, l'odierna Gonio, vicino a Batumi, in Georgia.
Secondo il team di archeologi polacco-georgiani, l'installazione faceva quasi certamente parte di un'azienda agricola che produceva vino per le truppe romane.
Vicino l'accampamento romano vennero costruiti anche dei bordelli ed altre strutture commerciali tra i quali, appunto, il torchio.
Le attività vicino ai campi militari erano di solito di proprietà di veterani che, grazie ai buoni contatti con il comando del campo, avviavano attività redditizie. Sia i legionari che le truppe ausiliarie (soldati che non avevano la cittadinanza romana) erano probabilmente di stanza ad Apsaros.
Gli archeologi sono riusciti anche ad individuare che tipo di vino si produceva. Si tratta di un tipo di vino, il Kvevri, che viene tuttora consumato nell'odierna Georgia. Il vino fermentava in vasi di argilla sepolti sotto terra. Aveva un sapore molto diverso dell'attuale vino, piuttosto terroso e dolce. 
L'installazione venne utilizzata nel II-III secolo d.C., quando la guarnigione romana era di stanza ad Apsaros. Gli archeologi ritengono che quasi certamente l'impianto facesse parte di un'azienda agricola che produceva vino non solo per le truppe romane ma anche per i bisogni locali. Il torchio ha caratteristiche strutturali tipiche della tradizione enologica locale, ma per sigillare il piano di lavoro e la vasca del mosto è stata utilizzata la malta idraulica caratteristica delle costruzioni romane. Il torchio è, pertanto, una testimonianza dello scambio di tecniche ed idee al confine tra l'Impero Romano e il locale Regno di Iberia.
Asparos, come era conosciuta la fortezza tra le antiche popolazioni, venne costruita circa 2000 anni fa al confine della provincia romana della Cappadocia. Per la sua posizione strategica, il forte ebbe un ruolo importante nel sistema difensivo dei confini orientali dell'Impero romano. Oggi ne rimangono solo rovine. Vicino alla fortezza un tempo correva l'unica strada che conduceva dalla Colchide (Georgia occidentale) alle provincie romane dell'Asia Minore.

Fonte:
PAP - Scienza in Polonia via scienceinpoland.pap.pl

Egitto, trovata una sala colonnata nel tempio di Butu

Egitto, panoramica sugli scavi della sala colonnata
(Foto: english.ahram.org.eg)

Una missione archeologica egiziana ha riportato alla luce, nel tempio di Butu, nel delta settentrionale del Nilo, i resti di una sala colonnata di un tempio della XXVI Dinastia. Sono stati riportati alla luce anche dei vasi utilizzati, con tutta probabilità, durante i rituali religiosi e pietre decorate con incisioni raffiguranti scene che risalgono al periodo Saita della XXVI Dinastia.
La sala presenta tre colonne allineate, in rovina, con un probabile capitello papiriforme che potrebbe essere associato alla divinità Wadjet, adorata nel tempio di Butu.
E' stato rinvenuto, anche, un rilievo calcareo che mostra una divinità con testa di uccello che indossa una corona bianca circondata da piume, forse si tratta di Nekhpet o Mut
L'area della sala era circondata da un enorme muro di mattoni e fango costruito durante il Nuovo Regno, ulteriormente elevato in altezza durante il periodo Saita. Nell'area del tempio sono stati scoperti anche un piccolo santuario in pietra calcarea ed una notevole quantità di vasi. Si pensa che il tempio sia stato costruito per preservare piccole statue. Precedentemente erano stati scoperti un enorme edificio in pietra, strumenti utilizzati durante i rituali religiosi e scene scolpite nell'avorio e intarsiate con oro e iscrizioni geroglifiche.
La missione archeologica egizia opera a Tel al-Farayeen. Gli scavi continueranno allo scopo di rivelare altri segreti del sito. 

Fonte:
english.ahram.org.eg


Spagna, scoperto un interessantissimo carro votivo in bronzo

Spagna, il carro votivo in bronzo (Foto: CSCIC Comunicaciòn) Nel sito archeologico di Casas del Turunelo , nella provincia di Badjoz , in Sp...