Gli archeologi subacquei hanno recuperato un
braccio in bronzo dall'antico e, oramai, famoso
naufragio avvenuto nei pressi dell'isola greca di
Antikythera. Sui fondali marini si trovano ancora almeno
sette statue di inestimabile valore.
I ricercatori hanno trovato il braccio, incrostato e coperto da una patina verde, sotto mezzo metro di sedimenti nei pressi dei resti del naufragio della nave. Quest'ultima raggiungeva la ragguardevole lunghezza di circa
50 metri ed era
diretta dall'Asia Minore a Roma. Il naufragio si verificò nel
I secolo a.C.
Il reperto è stato scoperto grazie ad un rilevatore di metalli subacqueo, che ha individuato anche la presenza di altri grandi oggetti metallici nelle vicinanze del luogo del ritrovamento. L'
archeologo greco Alexandros Sotiriou, subacqueo che fa parte del progetto di esplorazione subacquea promosso dall'
Eforato greco per le antichità sommerse, ha affermato che sono almeno sette, se non addirittura nove, le statue ancora occultate dai sedimenti e dai massi che, molto probabilmente, sono piovuti in mare ed hanno contribuito ad occultare il relitto dopo il
terremoto che ha scosso Antikythera e le isole circostanti nel
IV secolo d.C.
Il braccio in bronzo, per l'esattezza si tratta di un braccio
destro, appartiene con tutta probabilità alla
statua di un uomo. Tra gli altri oggetti recuperati dai subacquei vi è una
lastra in marmo rosso, un
boccale d'argento,
sezioni di legno che tenevano insieme il telaio della nave ed un
osso umano. Lo scorso anno la stessa spedizione archeologica subacquea ha scoperto
cranio,
denti,
costole ed altre ossa di un individuo morto nel naufragio. Sono stati fatti gli esami del Dna e si è potuto sapere che l'individuo era di
sesso maschile. Una
tazza, sepolta dai detriti accanto al corpo dell'uomo, reca inciso, assieme a scene erotiche, il nome di
Pamphilos.
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Il disco bronzeo recuperato dai fondali di Antikythera (Foto: Brett Seymour/EUA/ARGO 2017 |
Nel 1900 emersero, dalle acque di Antikythera, i pezzi di un
bellissimo bronzo ellenistico chiamato, in seguito, il
giovane di Antikythera. La statua si trova, oggi, nel
Museo Archeologico Nazionale di Atene, a fianco di un impressionante
testa bronzea denominata
il filosofo di Antikythera. Entrambi i reperti risalgono al IV secolo a.C. ed hanno sollevato il problema su come possano essere arrivati su una sfortunata nave 300 anni più tardi.
L'
industria del riciclaggio del bronzo, in epoca classica ma anche in epoca medioevale, godeva di notevole fortuna. Molti dei migliori esemplari di statue bronzee che ora sopravvivono, infatti, sono state recuperate da naufragi. Le sculture in bronzo antiche sono molto rare, dal momento che in antichità era d'abitudine riciclare il metallo. Il recupero delle statue ancora sepolte nei fondali di Antikythera richiederà uno sforzo massiccio. E' necessario, anzitutto, rimuovere i massi che occultano i reperti, oppure forare la roccia e riempirla di malta, che fa in modo che la pietra si espanda. Un'altra opzione è di rompere i massi con piccole cariche, utilizzate per recuperare le persone intrappolate nelle grotte sottomarine.
Oltre alle statue, i fondali di Antikythera hanno restituito un
disco bronzeo che sembra corrispondere, per dimensioni, alle
ruote degli ingranaggi del meccanismo di Antikythera, del quale non sono stati ancora recuperati tutti i componenti. Indagini con i raggi x hanno rivelato l'
immagine di un toro, il che farebbe pensare ad un
elemento decorativo più che ad un ingranaggio.