sabato 22 dicembre 2018

Il primo omicidio politico al mondo

Germania, le ossa del Principe di Helmsdorf
(Foto: alliance/dpa/H. Schmidt)
Un gruppo di archeologi e ricercatori forensi che operano nella città tedesco orientale di Halle, nella Sassonia-Anhalt, dopo l'esame delle ossa del Principe di Helmsdorf, ha concluso che l'uomo venne molto probabilmente assassinato 3800 anni fa. Si tratterebbe, pertanto, del più antico omicidio politico al mondo.
L'archeologo Haald Meller sostiene che la cultura dell'Età del Bronzo di Unetice, che ha prodotto il famoso Disco di Nebra, raffigurante il cosmo, sia stata la prima cultura di un certo rilievo ad evolversi a nord delle Alpi. Gli antropologi che hanno studiato le ossa del Principe nel 2012, pur riscontrando segni sospetti di lesioni, non sono stati in grado di avere prove inconfutabili del supposto omicidio politico.
Il disco di Nebra (Foto: J. Liptak, Landesamt fur Denkmalpflege und
Archaologie Sachsen-Anhalt)
In questi giorni Frank Ramsthaler, vice direttore dell'Istituto di medicina legale dell'Università del Saarland, ha detto: "Siamo stati in grado di verificare tre chiare lesioni alle ossa. Probabilmente ci sono state delle ferite, tutte e tre le lesioni, comunque sono state sicuramente mortali. L'arma del delitto potrebbe essere stato un pugnale, la cui lama doveva avere almeno 15 centimetri di lunghezza". Ramsthaler ha aggiunto anche che a pugnalare il Principe deve essere stato un guerriero piuttosto forte, con esperienza sul campo di battaglia, dal momento che deve aver spinto il pugnale nello stomaco del Principe fino alla spina dorsale, com'è dimostrato da una profonda incisione di sei millimetri di larghezze per tre millimetri di profondità presente sulla undicesima vertebra.
Ramsthaler ha anche detto che l'intensità del colpo inferto indica che il principe è stato forse pugnalato mentre si trovava contro un muro o giaceva sul pavimento. Il colpo avrebbe reciso le arterie e avrebbe portato a morte certa.
Una seconda ferita presente sia sopra che dietro la clavicola e la scapola sinistra del Principe ha portato a recidere gravemente le vene e a danneggiare parte dei polmoni. Il che non fa altro che confermare che il colpo venne sicuramente inferto da un guerriero esperto. Del resto anche i gladiatori sapevano dove colpire l'avversario per provocargli la morte.
La presenza di una lesione al braccio, inoltre, suggerisce che il Principe venne sorpreso dal suo assassino e che abbia tentato in qualche modo di difendersi. Probabilmente l'assassino era una persona di fiducia, forse un parente o un amico, oppure un componente del corpo di guardia. Nonostante la morte di uno dei suoi esponenti più in vista, la cultura di Unetice è sopravvissuta ed ha continuato a fiorire, come testimonia la qualità del disco di Nebra, scoperto nel 1999. Il Principe di Helmsdorf venne sepolto nel tumulo di Leubinger, scoperto da Friedrich Klopfleisch nel 1877 e datato al 1940 a.C. circa. E' considerata una delle tombe più ricche dell'Età del Bronzo e di tutta l'Europa occidentale.

Fonte:
dw.com

Turchia, antichi incantesimi aramaici...

Turchia, il contenitore in pietra recante l'incantesimo contro gli scorpioni
(Foto: Roberto Ceccacci, Spedizione archeologica a Zincirli)
Un incantesimo di 2800 anni fa, in aramaico, descrive la cattura di una creatura chiamata il "Divoratore", in grado di provocare il fuoco. L'incantesimo è inscritto su un contenitore in pietra per cosmetici, scoperto nel 2017 all'interno di un piccolo edificio - forse un santuario - presso Zincirli, in Turchia, in antico Sam'al.
L'incantesimo sembra sia stato inciso da un uomo che praticava la magia e che si chiamava "Rahim figlio di Shadadan". Descrive il sequestro di questa minacciosa creatura. Il sangue del "Divoratore" è stato, pare, utilizzato per trattare le bruciature da lui inflitte ad alcune persone. Non è ancora chiaro se il sangue sia stato somministrato attraverso una pozione o se sia stato spalmato sul corpo dell'ustionato.
Alcuni animali, quali un millepiedi, uno scorpione ed un pesce, accompagnano il testo magico. Le figure sono presenti su entrambi i lati del contenitore. Quest'ultimo aveva inizialmente la funzione di custodire cosmetici e sembra che abbia acquisito questa funzione magica in seguito.
Dalle immagini presenti sul reperto si è dedotto che il "Divoratore" potrebbe essere uno scorpione o un millepiedi. Il fuoco, in questo caso, potrebbe riferirsi al dolore causato dalla puntura di queste due creature. Gli scorpioni, del resto, rappresentano tuttora un pericolo per gli archeologi che lavorano sul posto.
Le analisi della scrittura del testo magico indicano che è stato scritto in un periodo compreso tra l'850 e l'800 a.C., il che la rende la più antica iscrizione magica in aramaico che sia stata mai trovata. L'edificio in cui è stato trovato il contenitore, però, venne utilizzato fino al secolo successivo, alla fine dell'VIII o del VII secolo d.C. Questo porta a pensare che l'incantesimo doveva essere considerato molto importante anche dopo la scomparsa di chi lo aveva scritto.
Nel piccolo edificio che ha restituito questo importante reperto sono stati trovati altri oggetti, tra i quali una base di statuetta raffigurante un leone accovacciato che si pensa possa essere datata al X o IX secolo a.C.. Sam'al, il luogo dove sono state fatte queste scoperte, era un tempo la capitale di un piccolo regno arameo che fiorì tra il 900 e il 700 a.C.. La città venne assediata dagli Assiri intorno al 700 a.C.

Fonte:
livescience.com

Cipro, scoperti mosaici di una basilica cristiana

Cipro, i mosaici pavimentali della basilica bizantina appena scoperta
(Foto: greece.greekreporter.com)
Un importante sito cristiano è stato scoperto a Cipro. Sono stati riportati alla luce mosaici con iscrizioni in greco. Lo scavo, iniziato nel 2007, si trova nella penisola di Akrotiro ed è condotto dal Dipartimento delle Antichità di Cipro.
Il mosaico recentemente scoperto è in ottime condizioni e l'iscrizione greca recita: "Signore, aiuta coloro che temono il tuo nome". Nel sito archeologico sono presenti anche due templi. Sul lato nord del tempio orientale si sta scavando una sorta di atrio. L'edificio religioso è una basilica a tre navate, con una navata trasversa larga 36 metri per 29 metri di lunghezza. Tutti i pavimenti interni sono ricoperti di mosaici.
La natura unica dell'intero complesso nel suo impianto architettonico, così come la ricchezza della decorazione, confermano che la basilica venne costruito al tempo dell'imperatore bizantino Eraclio (610-641 d.C.), quando Bisanzio stava conducendo una guerra feroce contro la Persia. Dimitris Triantafyllopoulos, ex professore di archeologia bizantina all'Università di Cipro, ha affermato che questa era, con tutta probabilità, una chiesa martiriale, vale a dire un luogo di sepoltura e di culto di persone ritenute martiri e santi, molto simile a sito di San Minias in Egitto.

Fonte:
greece.greekreporter.com

domenica 16 dicembre 2018

Egitto, trovata tomba intatta nella necropoli di Saqqara

Egitto, l'interno della sepoltura di Wahtye (Foto: Amr Nabil)
E' stata trovata, in Egitto, una tomba ben conservata risalente a 4400 anni fa, decorata con geroglifici e statue. La scoperta è stata fatta a sud del Cairo e i funzionari si aspettano ulteriori scoperte dagli scavi in corso. La sepoltura si trova presso l'antica necropoli di Saqqara ed è stata rinvenuta intatta.
Le pareti della tomba sono decorate con geroglifici e statue di faraoni che sono arrivate intatte fino a noi. La sepoltura risale all'epoca del faraone Neferirkare-Kakai, della V Dinastia. Gli archeologi hanno rimosso da poco un ultimo strato di detriti dalla tomba. Si pensa che ci siano molti manufatti ancora sepolti nella zona.
La tomba è lunga 10 metri per 3 metri di larghezza e per poco meno di 3 metri di altezza. Appartiene ad un sacerdote di nome Wahtye. All'interno sono stati trovati i resti su due livelli, in quello superiore ci sono 18 nicchie con 24 statue e, nel livello più basso, 26 nicchie con 31 statue.
La V Dinastia governò l'Egitto dal 2500 al 2350 a.C. circa. Non molto tempo dopo venne edificata la piramide di Kufu. Saqqara era la necropoli di Memphis, capitale dell'antico Egitto per più di due millenni.
Egitto, interno della sepoltura di Wathye con le statue ed i colori in condizioni quasi perfette (Foto: Amr Nabil)


Fonti:
abc.net.au
msn.com

Azerbaigian, il gioco degli antichi pastori

Azerbaigian, il "gioco da tavolo"  (Foto: W. Crist/Gobustan National Park)
Una serie di piccoli fori intagliati nel pavimento di un riparo roccioso in Azerbaijan rivela che i pastori nomadi di 4000 anni fa conoscevano quelli che noi oggi chiameremmo "giochi da tavolo". Il ricercatore Walter Crist, dell'American Museum of Natural History di New York, ha esplorato questo antico rifugio posto in un parco nazionale dell'Azerbaijan ed ha rinvenuto questo prezioso reperto sul quale compaiono 58 fori.
Questo "gioco da tavolo" è stato talvolta chiamato "cani e sciacalli". Howard Carter, celebre per aver trovato la sepoltura di Tutankhamon, rinvenne un gioco simile, comprensivo di "pedine" a forma di animali, nella sepoltura di Amenemhat IV, vissuto nel XVIII secolo a.C.
Per quanto riguarda il gioco trovato nel rifugio roccioso dell'Azerbaijan, sembra risalga al II millennio a.C., quando questa parte dell'Asia era popolata da pastori nomadi. All'epoca il gioco era diffuso in tutto il Medio Oriente antico, in Egitto ed in Mesopotamia. "Appare improvvisamente ovunque nello stesso tempo", ha detto Walter Crist. "Al momento la forma più antica è stata rinvenuta in Egitto, ma non è molto più antica di quella dell'Azerbaigian".
Crist stava cercando un'altra copia di questo gioco, che aveva visto in una fotografia su una rivista dell'Azerbaijan. Purtroppo, però, il sito archeologico, che si trova nei pressi della capitale del Paese, Baku, è stato interrato al di sotto di un complesso residenziale.
Gli archeologi del Parco Nazionale di Gobustan, dove è stato rinvenuto il "gioco da tavolo", conoscevano questi reperti ma non erano riusciti a collegarli ad una funzione precisa. Le regole che guidavano questo gioco sono ancora sconosciute ma molti ricercatori pensano che si trattasse di una sorta di backgammon antico, con contatori fatti di semi o pietre, spostati lungo il bordo. Crist ritiene, invece, che il backgammon sia un "erede" del gioco romano della Tabula.
Il gioco dei 58 fori è antico, ma non è il gioco più antico. Il gioco reale di Ur, risalente al III millennio a.C., è l'esempio più antico. Crist ha studiato anche i giochi da tavolo egiziani quali il Senet e il Mehen, comparsi a partire dal 3000 a.C.

Fonte:
livescience.com

Ucraina, le pietre a forma di testa di serpente

Ucraina, le pietre più vecchie scolpite con teste di serpenti
(Foto e ricostruzione: Kotova Natalia)
Gli archeologi hanno scoperto, in Ucraina, delle pietre scolpite a forma di testa di serpente che potrebbero aver avuto uno scopo rituale, potrebbero essere state, cioè, durante cerimonie religiose. La ricercatrice Nadia Kotova, dell'Istituto di Archeologia dell'Accademia Nazionale delle Scienze dell'Ucraina.
La Dottoressa Kotova e il suo team hanno rinvenuto le pietre nel 2016, durante uno scavo presso Kamyana Mohyla, nei pressi della città di Terpinnya. Accanto alle pietre sono state rinvenute delle ossa e delle pietre focaie dello stesso periodo, il Mesolitico. C'erano anche molte arenarie nel sito. La pietra più antica è stata rinvenuta nei pressi di un focolare all'aperto, vicino a mucchi di conchiglie e utensili in selce. Utilizzando il materiale organico rinvenuto nei pressi del focolare, i ricercatori sono riusciti a datare le pietre ad un periodo compreso tra l'8000 e il 7500 a.C.
Una delle pietre a forma di testa di serpente è molto piccola, ha una forma triangolare e mostra due occhi a forma di rombo intagliati sulla superficie. Purtroppo, durante lo scavo, alcune pietre sono state danneggiate. La più piccola può stare comodamente in una mano.
Gli archeologi ancora non sanno chi possa aver creato queste sculture in pietra. Si sa che nella zona, durante il periodo preistorico, viveva un gruppo umano che si spostava nelle steppe che ricoprivano il territorio posto a nordovest del mar di Azov. "Hanno creato strumenti con pietra, pietra focaia e ossa, cacciavano con archi e frecce in selce", ha detto la Dottoressa Kotova. "Era una società di cacciatori e raccoglitori. Purtroppo ancora non sappiamo molto sulle loro tradizioni culturali".

Fonte:
livescience.com

Egitto, trovata una tomba a pozzo a Gebel el-Silsila

Egitto, alcuni degli oggetti trovati nella sepoltura di Gebel el-Silsila
(Foto: english.ahram.org.eg)
Una missione archeologica svedese, guidata dalla Dottoressa Maria Nilsson e da John Ward, della Lund University, ha scoperto un'antica tomba a pozzo risalente alla XVIII Dinastia, al periodo tuthmoside, nel Governatorato di Assuan, nell'Alto Egitto. La missione opera nella zona di Gebel el-Silsila, a Kom Ombo. La sepoltura è situata a cinque metri sotto terra e si compone di una camera funeraria e due camere disposte ai suoi lati, senza nessuna decorazione.
Le infiltrazioni d'acqua freatica  ed un recente tentativo di saccheggio hanno danneggiato l'interno delle camere funerarie ed alcuni manufatti. Nonostante questo sono stati recuperati tre sarcofagi di pietra calcarea, scarabei, amuleti, perle, bracciali, grandi anfore, boccali per la birra, scodelle, fiasche, vari contenitori di stoccaggio e i resti di 60 scheletri, un terzo dei quali appartenenti a dei bambini. Si pensa che la zona intorno alla sepoltura fosse, un tempo, una zona residenziale.
Cronologicamente ci sono attestazioni di almeno tre generazioni di inumazioni, dal regno di Thutmosis II a quello di Amenhotep II (1481-1349 a.C.). Nessuna tomba finora documentata a Gebel el-Silsila conteneva un così elevato numero di sepolture. Quello che, però, rende ancora più importante il ritrovamento è la quantità di bambini e donne deposti, ad indicare che intere famiglie vivevano e lavoravano nell'antica Kheny.

Fonti:
english.ahram.org.eg
mediterraneoantico.it

domenica 9 dicembre 2018

Israele, il nome di Pilato

Israele, l'anello con il nome di Pilato (Foto: repubblica.it)
Il nome di Ponzio Pilato, l'ufficiale romano che ordinò l'uccisione di Gesù, è sicuramente una figura storica. Il suo nome è stato trovato, ultimamente, su un anello in lega di rame di duemila anni fa. L'anello è stato scoperto negli anni '60 del secolo scorso, dopo la Guerra dei sei giorni, negli scavi condotti da Gideon Forster dell'Università ebraica di Gerusalemme. Era uno dei migliaia di artefatti trovati nello scavo dell'Herodium, un'antica fortezza ed un palazzo reale a sud di Betlemme, in Cisgiordania, ma solo ora i ricercatori sono riusciti a decifrare, grazie alle tecniche più avanzate, l'iscrizione presente sull'anello.
La scritta "di Pilato", in lettere greche, si trova disposta attorno all'immagine di un recipiente per vino, un cratere. Gli archeologi sostengono che si tratta del secondo manufatto con il nome di Pilato finora trovato. Pilato era il prefetto governatore della provincia della Giudea, ai margini orientali dell'Impero Romano, negli anni che vanno dal 26 al 36 d.C.
Gli esperti affermano che è improbabile che l'anello sia appartenuto a Pilato, innanzitutto perché questi anelli, di fattura molto semplice, di solito appartenevano a soldati e funzionari di rango minore, non a chi godeva di fama e fortuna come un prefetto. L'anello è in bronzo, non ha particolare raffinatezza ed è probabilmente di uso quotidiano. L'oggetto è stato scoperto in un giardino costruito su un portico che risale a non oltre il 71 d.C. ed era "accompagnato" da vetri, ceramiche, manufatti metallici ed un gran numero di monete risalenti all'epoca della prima rivolta ebraica.

Fonti:
nytimes.com
repubblica.it

Slovacchia, trovato un tesoro dell'Età del Bronzo

Slovacchia, uno degli oggetti del tesoro (Foto: Oliver Ondràs, TASR)
Gli archeologi hanno effettuato un'importantissima scoperta nel villaggio di Hozelec vicino a Poprad, in Slovacchia. Hanno scoperto molti materiali risalenti a diverse epoche tra i quali i più preziosi sono dei gioielli dell'Età del Bronzo.
Matùs Hudàk, archeologo del Museo Spis Spisskà Novà Ves, ha affermato che parte interessante del tesoro sono anche delle clip celtiche. "Abbiamo scoperto uno sperone, un ago e ferri di cavallo di epoche tarde, nonché monete - un solidus - e vari gioielli, coltelli ed altri oggetti che sono stati persi probabilmente da qualcuno", ha detto Hudàk.
Il tesoro vero e proprio è costituito da gioielli fatti da spirali di bronzo e stagno, custoditi in un sacchetto di cuoio assieme a tre dischi in bronzo e poi sepolti nel terreno. Con i gioielli si sono conservati resti di materiale organico in pelle di 3000 anni fa.
Gli oggetti sono stati trasportati al Museo della Tecnica di Brno, dove sono stati esaminati in laboratorio per poter essere restaurati e conservati. Questi gioielli sono la prova delle avanzate tecniche metallurghiche utilizzate durante l'Età del Bronzo. La ricerca che ha condotto a questi ritrovamenti è stata la prima nella storia del Museo di Spis e dura da circa 40 anni.

Fonte:
spectator.sme.sk

Gran Bretagna, le ossa del convento carmelitano

Gli scavi nei pressi dell'antico convento carmelitano di Kingussie
(Foto: Highland Council)
Teschi e ossa di gambe e braccia risalenti al medioevo sono stati scoperti in un villaggio delle Highlands. I resti umani e le fondamenta di quella che si pensa possa essere una cappella sono stati scoperti durante i lavori per la posa di condutture idriche in Mill Road a Kingussie. Si pensa che siano collegabili ad un convento di frati carmelitani anteriore al XVI secolo.
L'archeologo Steven Birch ha affermato che le ossa potrebbero essere state spostate da dove erano state originariamente seppellite per far posto ad una cappella. I resti sarebbero rimasti indisturbati durante la costruzione della cappella per poi essere trasportati nella chiesa.
I carmelitani sono una delle più antiche comunità religiose della chiesa cattolica e raggiunsero la Gran Bretagna nel XIII secolo.

Fonte:
bbc.com

giovedì 29 novembre 2018

Danimarca, il sigillo di Elisabeth

Danimarca, il sigillo di Elisabeth Buggesdatter (Foto: Arkaeologi Vestjylland/stampati/Ritzau Scanpix)
Un sigillo recentemente scoperto in Danimarca ha rivelato essere appartenuto ad una figura chiave nelle ribellioni del 1300 nello Jutland. Il sigillo apparteneva a Elisabeth Buggesdatter ed è stato rinvenuto da un archeologo dilettante presso Hodde, vicino a Varde, nello Jutland occidentale.
Il sigillo è stato facilmente riconosciuto perché Elisabeth era una delle poche donne dell'epoca il cui nome è stato riportato in fonti scritte e in altri contesti. E' stata descritta come una donna autorevole, che poteva parlare nelle riunioni politiche di un'epoca in cui il potere legislativo e giudiziario era completamente in mano agli uomini.
Elisabeth era figlia di Niels Bugge, figura di spicco dell'epoca ed uno degli uomini più ricchi dello Jutland. Niels era anche uno dei leader della rivolta contro il re danese Valdemaro IV Atterdag, che governò dal 1340 al 1375. Poiché il sigillo è considerato una proprietà dello stato, è stata consegnata al Museo Nazionale di Copenhagen.

Foto:
thelocal.dk

Tunisia, Numluli: una città dalle molte vite

Tunisia, gli scavi di Numluli (Foto: Unione Sarda) Nel governatorato tunisino di Béja , gli archeologi stanno riportando alla luce una città...