domenica 4 agosto 2019

Repubblica Ceca, emerge un muro dell'XI secolo

Repubblica Ceca, le mura medioevali scoperte a Breclav
(Foto: CTK/Igor Zehl)
La città di Breclav, in Moravia meridionale, Repubblica Ceca, sta rivelando il suo lontano passato. A pochi mesi di distanza dalla scoperta dei resti di un'imbarcazione che, si stima, risalirebbe a migliaia di anni fa, gli scavi nelle viscere del castello di Breclav hanno rivelato i resti di una cinta muraria medioevale che si ritiene sia stata costruita nel 1041.
L'archeologo Miroslav Dejmal che sta conducendo gli scavi ha sottolineato l'importanza del ritrovamento, affermando che si tratta di mura dell'XI secolo, piuttosto rare. Si tratta dei resti di un muro costruito con argilla e legno, la cui parte superiore è stata distrutta da un incendio. Si stima che il muro originale, nascosto per secoli sotto uno spesso strato di argilla, fosse alto circa 8 metri. Esami preliminari sulla struttura indicano che la costruzione risalga ad un migliaio di anni fa, al momento della prima menzione della città in documenti scritti.
Si pensa che le mura siano state fatte costruire da Bretislav, duca di Boemia, che popolò la regione di castelli e fortezze dopo aver pacificato la Moravia ed averla inserita nel ducato di Boemia. Il nome stesso della città di Breclav deriva proprio da Bretislav.

Fonte:
radio.cz

Albania, trovate antiche anfore sul fondo del mare

Albania, una delle anfore datate al VII-V secolo a.C. trovate al largo
delle coste della penisola di Karaburn (Foto: RPM Nautical Foundation)
Un progetto di archeologia subacquea albanese-americano ha permesso il ritrovamento di anfore di 2500 anni fa nel Mar Ionio, al largo delle coste albanesi, che potrebbe indicare un antico naufragio. Si tratta di 22 anfore che giacevano ad una profondità di 40-60 metri sul fondale nei pressi della penisola di Karaburun.
L'archeologo Mateusz Polakowski ha affermato che si tratterebbe di anfore di tipo corinzio A, datate ad un periodo tra il VII e il V secolo a.C. Ora gli archeologi hanno in progetto di indagare i fondali per trovare tracce del probabile naufragio.
L'archeologo albanese Neritan Ceka ha affermato che le anfore sono del tipo utilizzate per il trasporto del vino originarie di Kerkira, trovate già a Durazzo, ad Apolonia ed in altre zone dell'entroterra albanese. Esse stanno ad indicare la presenza di un intenso commercio durante la seconda metà del VII secolo a.C. lungo la costa albanese.
Se confermata la presenza di un relitto al largo delle coste albanesi, quest'ultimo potrebbe associarsi alla fondazione delle due principali città presenti sulla costa albanese, Dyrrachium (odierna Durres) e Apolonia, entrambe porte d'accesso alla via Egnatia, l'antica strada per il commercio con l'Oriente.

Fonte:
apnews.com

Bulgaria, trovata una lastra che menziona Dioniso

Bulgaria, la lastra dionisiaca trovata a Plovdiv
(Foto: podtepeto.com)
Gli archeologi che stanno lavorando presso il sito della basilica episcopale di Plovdiv, in Bulgaria, hanno trovato una grande lastra di pietra, che si stima risalga al III secolo d.C., con una scritta in greco antico che riporta i nomi di 44 membri di una "confraternita" religiosa di seguaci di Dioniso.
La lastra di marmo era stata utilizzata come parte della pavimentazione dell'atrio della basilica episcopale, realizzato nel V secolo d.C. L'iscrizione trovata è stata fatta in onore di Dioniso, indicato come divinità principale dei Traci, e in onore degli imperatori Valeriano e Gallieno. Il ritrovamento è opera degli archeologi guidati da Zheni Tankova. L'epigrafe è stata esaminata dall'epigrafista Professor Nikolai Sharankov.
L'iscrizione riporta: "Per la vittoria, la salute e la vita eterna degli imperatori Publio Licinio Valeriano e Augusto Gallieno e per tutta la loro famiglia, per il santo Senato e il popolo romano e per il Consiglio e l'Assemblea di Filippopoli - il dio dei Traci Dioniso dedica i superstiti misteri, essendo capo dei misteri ed eterno sacerdote Aurelio Mukianid, figlio di Mukian". Di seguito scorre l'elenco di tutti i 44 membri della confraternita mistica con le diversi posizioni che occupano nella "confraternita". I membri dell'associazione dionisiaca potrebbero essere arrivati dall'Asia Minore, dove tali pratiche di culto erano molto comuni all'epoca.

Fonte:
sofiaglobe.com

Ungheria, trovata una sepoltura regale medioevale

La cattedrale di Pécs, in Ungheria, e gli scavi
(Foto: MTI/Tamàs Sòki)
L'archeologo capo ungherese Zsolt Tòth ha dichiarato di aver trovato la sepoltura del re ungherese Péter Orseolo nella cripta della cattedrale di Pécs. Gli archeologi hanno scoperto i resti di una necropoli romana e le mura della prima cattedrale voluta da Orseolo costruita sulla sepoltura di quest'ultimo. Del sovrano, però, non sono state trovate le ossa, probabilmente collocate altrove nella cripta.
Gli scavi hanno anche permesso di appurare che la religione e la cultura cristiana hanno lasciato importanti tracce in questa regione già a partire dal IV secolo d.C.
Dopo la morte del figlio, il re Santo Stefano I d'Ungheria, nel 1031, scelse suo nipote, Péter Orseolo , figlio del doge veneziano Ottone Orseolo e di Geiza, sorella di Stefano, nel 1038. Questi, però, dovette fuggire dal paese a causa di conflitti al suo interno. Péter Orseolo venne incoronato re d'Ungheria due volte, nel 1038 e nel 1044, quando, grazie all'intervento e all'aiuto dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Enrico III, riuscì a riconquistare il trono.
Dopo una rivolta pagana, Péter Orseolo venne catturato da Andràs I, suo successore, venne accecato ed imprigionato. Alcuni ritengono che il deposto sovrano sia morto dopo l'accecamento, nel 1046, altri ritengono che si sposò e morì nel 1059.

Fonte:
hungarytoday.hu

sabato 3 agosto 2019

Turchia, trovata la Via Sacra per Lagina

Turchia, Stratonikeia (Foto: aa.com.tr)
E' stata scoperta un'antica "Via Sacra" che collegava due antiche città greche dell'odierna Turchia. La via, che venne costruita 3000 anni fa, si trova nella provincia di Mugla, sull'Egeo, tra i patrimoni provvisori dell'Umanità, e corre tra Stratonikeia e Lagina. Entrambe le città sono state abitate durante il periodo ellenistico, romano, bizantino, ottomano.
Gli scavi di quest'anno hanno riportate alle luce la porta settentrionale della città e le colonne sulla "Via Sacra", come pure alcune sepolture. La strada sacra era un percorso cerimoniale che conduceva al santuario di Hecate Lagina. Si tratta di un'importantissimo percorso che collegava il centro politico di Stratonikeia a quello religioso di Lagina.

Fonte:
aa.com.tr

Siracusa, presentati i risultati degli scavi del 2019

Selinunte (Foto: Ansa)
Il Professor Clemente Marconi, della New York University ha presentato, recentemente, i risultati e le scoperte dello scavo archeologico internazionale dell'acropoli di Selinunte, condotto dalla New York University e dall'Università di Milano, in collaborazione con il Parco Archeologico della Sicilia occidentale.
Particolarmente importanti sono i risultati di un deposito votivo contenente le ossa di un cervo e due corna di toro adulto. Questi resti rappresentano le prime testimonianze archeologiche del sacrificio taurino a Selinunte.
Il Professor Marconi ha condotto gli scavi che hanno impegnato 50 studenti ed esperti provenienti da otto Paesi. Un seminario ed un tour guidato sul sito sono stati organizzati nell'ambito del progetto "Cantieri della conoscenza", promosso dal nuovo direttore del Parco Archeologico di Selinunte, l'architetto Bernardo Agrò.
Agrò aveva precedentemente organizzato e diretto seminari analoghi e tour a monumenti medioevali e moderni in altre zone della Sicilia. Gli scavi di Selinunte di quest'anno sono stati incentrati sull'approfondimento di due trincee aperte lo scorso anno lungo il lato meridionale del tempio R e tra il lato occidentale del tempio R e il lato meridionale del tempio C. Lo scavo ha prodotto importanti risultati per quanto riguarda le fasi più antiche in cui il grande santuario urbano era abitato, e per quanto riguarda le attività connesse con la costruzione dei templi R e C.

Fonte:
ansa.it

Svezia, rinvenute due barche-sepoltura vichinghe

Riproduzione di una nave vichinga destinata a sepoltura
(Foto: John Van Hasselt/Sygma via Getty Museum)
Gli archeologi hanno scoperto due barche-sepolture vichinghe nel comune svedese di Uppsala. Si tratta di un ritrovamento piuttosto raro, si annoverano dieci scoperte di questo genere. "Si tratta di uno scavo unico, l'ultima sepoltura in nave è stata esaminata 50 anni fa", ha affermato Anton Seiler, un archeologo che collabora con diversi musei svedesi.
Le due imbarcazioni sono state rinvenute accanto ai giardini di un vicariato nel villaggio di Gamla Uppsala lo scorso autunno. Questa tipologia di sepoltura, dove i defunti erano collocati all'interno di barche di grandi dimensioni, non era appannaggio della gente comune. Sicuramente erano riservate ad individui di elevata posizione sociale.
Gli archeologi hanno trovato i resti di un solo individuo, unitamente a resti di animali, tra i quali un cavallo ed un cane, oltre agli oggetti comuni rinvenibili nelle sepolture. La sepoltura non è stata ancora datata, ma si pensa possa risalire all'età vichinga (793-1066 d.C.) o al periodo immediatamente precedente, conosciuto come periodo di Vendel (500-793 d.C.).

Fonte:
newsweek.com

Bulgaria, teste marmoree di bambini e vasi da notte

Il ritratto marmoreo del bambino
(Foto: P. Vladkova)
Il ritratto in marmo di un bambino, risalente al III secolo d.C. è tra i reperti più interessanti degli scavi archeologici del 2019 di un campo romano presso la città di Novae, vicino all'attuale città bulgara di Svishtov.
Il campo militare romano, la fortezza e la città di Novae si ergono nel punto più meridionale del fiume Danubio. Sono stati il quartier generale della Legio I Italica dal 69 d.C. fino al 430 d.C.. Per diversi anni fu una delle principali roccaforti dell'impero Bizantino e si trovò successivamente ad essere avamposto di frontiera dell'impero romano orientale.
Il campo romano divenne, nella tarda antichità un centro urbano sede di un vescovato. Come città sopravvisse fino al VII secolo d.C., quando venne distrutta dalle invasioni barbariche di Avari e Slavi. La testa marmorea del bambino risalirebbe alla prima metà del III secolo d.C., almeno in base alle sue caratteristiche e allo studio dello strato archeologico in cui è stato trovato. Finora sono state rinvenute due teste di marmo di bambini simili a quella appena trovata ed entrambe facevano parte di gruppi statuari di bambini intenti al gioco.
Bulgaria, il vaso da notte trovato a Novae
(Foto: P. Vladkova)
Un altro ritrovamento intrigante effettuato all'inizio dell'anno in corso è stato il ritrovamento, a Novae, di un vaso da notte. Il reperto è stato rinvenuto nella parte meridionale di una villa romana, in un'area che, con tutta probabilità, ospitava le camere da letto della casa. Il vaso da notte è in argilla, dell'altezza di circa 50 centimetri. Ha un fondo ben fatto ma manca di un manico. Gli archeologi pensano che potesse essere usato dai bambini. La villa romana in cui è stato rinvenuto aveva anche delle latrine situate nell'angolo sudoccidentale e collegate a diversi canali.

Fonte:
archaeologyinbulgaria.com

Galles, trovati i resti di un antico carro celtico

Gran Bretagna, il luogo dello scavo in cui sono stati rinvenuti i reperti
(Foto: Museo del Galles)
Durante uno scavo nel Pembrokeshire, Galles, in Gran Bretagna, sono stati trovati, in una sepoltura celtica, numerosi reperti tra i quali elementi in ferro di un carro. Altri oggetti erano stati scoperti nello stesso luogo nel febbraio 2018. I frammenti del carro sono attualmente conservati nel National Museum of Wales.
Gli archeologi si sono interessati al luogo, un terreno agricolo, quando un cercatore di metalli aveva scoperto in quest'ultimo un certo numero di oggetti associabili proprio ad un antico carro. Il carro potrebbe essere un oggetto cerimoniale che identificavano i loro proprietari, uomini e donne di rango, all'interno della locale comunità della tarda Età del Bronzo.

Fonte:
bbc.com

Iraq, riemerge un antico palazzo Mitanni

Iraq, bacino della diga di Mosul, il ritrovamento delle tavolette cuneiformi
(Foto: University of Tubingen eScience Centre/Kurdistan
Archaeology Organization)
Nel Kurdistan, in Iraq, in seguito ad una severa siccità sono emersi i resti di un palazzo di 3400 anni fa all'interno del serbatoio della diga di Mosul, sulle rive del fiume Tigri. Gli archeologi sperano che questo ritrovamento contribuisca a migliorare la conoscenza dell'impero Mitanni, uno dei meno conosciuti del Vicino Oriente Antico. Lo scavo è stato curato da un'equipe archeologica curdo-tedesca. L'archeologo curdo Hasan Ahmed Qasim ha dichiarato che "La scoperta è una delle scoperte archeologiche più importanti della regione negli ultimi decenni".
Inizialmente il palazzo si trovava su una terrazza sopraelevata, successivamente è stato aggiunto un muro di mattoni di fango per stabilizzarlo che ne aumentò l'imponente architettura. Il palazzo era noto come Kemune e le sue pareti di fango erano spesse fino a due metri ed alte altrettanto. Alcune erano intonacate. I ricercatori hanno trovato dipinti murali nei toni del rosso e del blu, caratteristica che, con tutta probabilità, era comune ai palazzi dell'epoca ma che è stata raramente trovata così ben conservata.
Sono state scoperte anche dieci tavolette d'argilla con segni cuneiformi le cui foto ad alta definizione sono state inviate in Germania per tradurne il testo. I ricercatori sperato che da quest'ultimo possano ricavarsi ulteriori informazioni sulla struttura dell'impero Mitanni, sulla sua organizzazione economia e le relazioni che intercorrevano tra la capitale Mitanni ed i centri amministrativi delle regioni vicini.

Fonte:
edition.cnn.com

Gerusalemme, antico battistero trovato nella chiesa della Natività

Il battistero appena scoperto a Gerusalemme all'interno di un'altra
vasca battesimale (Foto: Wisam Hashlamoun/Agency/Getty)
La chiesa della Natività, sito patrimonio dell'umanità che si pensa sia stata costruita sul luogo di nascita di Gesù, a Betlemme, nella Cisgiordania celava un antico fonte battesimale. Quest'ultimo è stato scoperto recentemente, nascosto all'interno di un altro fonte battesimale più antico, ed è stato datato al VI o VII secolo d.C.
Secondo le autorità il battistero appena scoperto sembra essere stato ricavato dalla stessa pietra da cui sono state ricavate le colonne della chiesa, il che significherebbe che potrebbe essere anche più antico della chiesa stessa, che risale al IV secolo d.C.
La chiesa della Natività è sottoposta a restauri dal 2013 e da allora sono emersi diversi reperti interessanti tra i quali uno splendido mosaico bizantino raffigurante un angelo, riportato alla luce dagli archeologi italiani nel 2016.
La chiesa venne commissionata nel 326 d.C. e venne edificata sulla sommità di una grotta che la tradizione vuole sia stata quella in cui è nato Gesù. Durante i restauri la chiesa è rimasta e rimane tuttora aperta.

Fonte:
livescience.com

Spagna, scoperto un interessantissimo carro votivo in bronzo

Spagna, il carro votivo in bronzo (Foto: CSCIC Comunicaciòn) Nel sito archeologico di Casas del Turunelo , nella provincia di Badjoz , in Sp...