sabato 8 luglio 2017

Egitto, scoperto un manoscritto di carattere medico

Il manoscritto recentemente scoperto (Foto: Ministero delle Antichità)
Il ministro delle antichità egiziano Khaled El-Enany ha annunciato la scoperta di un manoscritto medico molto importante, trovato dai monaci del monastero di Santa Caterina nel Sinai meridionale, durante i lavori di restauro effettuati nella biblioteca del monastero.
Il manoscritto appena scoperto è uno di quelli conosciuti come "manoscritti palinsesto", risalente al VI secolo d.C., è scritto sul cuoio e riporta parti di una ricetta medica del famoso medico greco Ippocrate. Il manoscritto reca anche gli scritti di altri tre medici, tra i quali un anonimo scriba. Uno dei manoscritti contiene disegni di erbe medicinali utilizzate nelle ricette greche.
Un secondo strato di scrittura, rinvenuto sul manoscritto, è un testo biblico conosciuto come il "manoscritto sinaitico", molto diffuso nel medioevo. Ahmed Al-Nimer, supervisore della documentazione di archeologia copta presso il ministero ha affermato che i "manoscritti palinsesto" erano molto noti, nell'antichità. Erano abitualmente scritti su pelle e formati da due strati. Il primo era cancellato al fine di poter riscrivere sulla pelle. Questo accadeva perché il costo del cuoio era piuttosto elevato all'epoca.
Il monastero di Santa Caterina contiene molti "manoscritti palinsesto", oltre ad una biblioteca contenente 6.000 manoscritti, tra i quali 600 manoscritti in arabo, greco, etiopico, copto, armeno e siriaco. Si tratta di manoscritti di carattere prevalentemente storico, geografico e filosofico, il più antico dei quali risale al IV secolo d.C.

Fonte:
Ahram Online

Israele, tessuti con tinture resistenti al lavaggio

Il tessuto tinto con sostanze resistenti ai lavaggi trovato in Israele
(Foto: Clara Amit, Israel Antiquities Authority)
Gli archeologi dell'Università di Tel Aviv hanno rivelato che i campioni di stoffa trovati di recente nel deserto israeliano sono la prima prova finora rinvenuta nella regione di tintura vegetale di un tessuto. I campioni di stoffa sono stati rinvenuti nelle vicinanze di alcune miniere di rame nel deserto di Arava, dove il minerale veniva estratto in larga scala. Si pensa che il tessuto risalga ad un periodo compreso tra il XIII e il X secolo a.C.
Il tessuto analizzato rivela l'esistenza di un'industria tessile piuttosto sofisticata ed una società profondamente gerarchizzata. Lo studio è stato condotto dal Dottor Erez Ben-Yosef del Dipartimento di archeologia e culture del Vicino Oriente e dalla Dottoressa Naama Sukenik, della Israel Antiquities Authority. Il periodo al quale appartiene la tessitura e la tintura del tessuto fu caratterizzato dall'emergere di diversi regni locali in sostituzione dell'egemonia egizia sul territorio. Il colore che caratterizza il tessuto era resistente ai lavaggi e questo non fa che rafforzare l'ipotesi che vi era già all'epoca una classe emergente molto interessata a vestirsi secondo i dettami della moda e che, inoltre, aveva i mezzi per partecipare agli scambi commerciali su lunga distanza.
La ricerca suggerisce che il sofisticato processo di tintura del tessuto abbia coinvolto piante quali la robbia, responsabile del colore rosso del tessuto, e la isadis tinctoria, responsabile della colorazione blu, poste a bollire con l'aggiunta di allume, miscela che avrebbe creato un legame chimico tra tessuti e tintura, rendendo quest'ultima resistente ai lavaggi. Le piante utilizzate erano conosciute nell'antichità come fonti di coloranti organici e servivano per creare elaborati vestiti anche durante il periodo romano.
Per costringere molte persone a prestare la loro manodopera nelle pericolose miniere nel deserto, vi era sicuramente una forte élite di governo, che si abbigliava con vestiti di squisita fattura. I tessuti colorati, di cui i frammenti ritrovati sono un esempio, non erano un prodotto locale. Le piante con le quali venivano tinti necessitavano di notevoli quantità di acqua per proliferare e sicuramente erano originarie delle sponde del Mediterraneo.

Fonte:
pasthorizonspr.com

Città del Messico, gli ultimi Aztechi

Personaggi di rango raffigurati con un cappello di stile occidentale,
reperti rinvenuti nelle sepolture di Colhuacantoco
(Foto: Melitòn Tapia, INAH)
In Messico gli archeologi hanno trovato quello che credono essere il luogo dove l'élite azteca si asserragliò per opporsi alla conquista spagnola e preservare usanze e tradizioni. La struttura, dove vennero seppelliti anche diverse personalità azteche, è parte di un vecchio quartiere di Città del Messico chiamato Colhuacatonco.
I nuovi ritrovamenti confermano la tradizione che vuole che a Colhuacantoco gli Aztechi opposero una resistenza passiva agli Spagnoli che avevano conquistato Tenochtitlan, capitale dell'impero. Molto probabilmente per due generazioni i discendenti degli abitanti di Tenochtitlan vennero sepolti qui secondo le tradizioni degli antenati. Al momento sono state recuperate le sepolture di sette individui, tre adulti e quattro bambini di età compresa tra uno ed otto anni.
Gli scheletri erano quasi completi e sepolti in posizione fetale. Le tombe sono state scavate negli angoli e nei pressi dell'ingresso delle abitazioni private e sono state datate al momento in cui Spagnoli e Aztechi vennero in contatto. Tra le offerte funebri trovate in loco vi sono una piccola raffigurazione di un coyote, un bracciale con conchiglie, due piccoli coltelli in ossidiana e della ceramica. Sono stati anche trovati oggetti che suggeriscono una mescolanza tra le due culture, l'azteca e la spagnola, quali raffigurazioni di persone con caratteristici copricapi sicuramente non aztechi.
Le sepolture sono state ricavate nella pietra e questo fa pensare che chi vi venne deposto apparteneva all'élite di Tenochtitlan e non faceva certamente parte della popolazione comune. E' stata, poi, individuata un'area di tre metri per quattro probabilmente utilizzata per cerimonie rituali. Sul pavimento, lucido e ben conservato, è stato rinvenuto un disegno raffigurante un cerchio con dei raggi di colore nero, forse rappresentanti uno scudo.

Fonte:
artdaily.com/news

Città del Messico, il tesoro del lupo...

Il luogo dove vennero deposti i resti del giovane lupo
(Foto: Henry Romero/Reuters)
Eccezionale ritrovamento nel cuore di Città del Messico: in uno dei santuari più importanti e sacri del mondo azteco è stato ritrovato lo scheletro di un giovane lupo riccamente ornato con monili d'oro e conchiglie, sepolto, in seguito ad un rito sacrificale, più di cinque secoli fa.
La qualità e il numero di ornamenti di cui era ricoperto lo scheletro è singolare: si tratta di 22 pezzi completi di pendenti, un anello per il naso ed un pettorale, tutti realizzati con sottili fogli di oro. La sepoltura è stata scoperta nel mese di aprile, nella piazza principale di Città del Messico, il Zocalo, dietro la cattedrale cattolica di epoca coloniale dove, un tempo, sorgeva il Templo Mayor della capitale azteca Tenochtitlan.
Parte degli ornamenti d'oro e delle conchiglie con cui venne
ricoperto il corpo del lupo (Foto: Henry Romero/Reuters)
Il giovane lupo è stato sacrificato all'età di otto mesi e rivestito di ornamenti sacri, tra i quali una cintura formata da conchiglie provenienti dall'Oceano Atlantico. I resti, unitamente al corredo funebre, furono deposti, poi, in una scatola di pietra dai sacerdoti aztechi e sopra la scatola fu collocato uno strato di selce. La scatola ha subito dei danni nel 1900, quando venne costruito un condotto di depurazione accanto a dove giaceva. Gli operai non si erano resi conto della presenza del prezioso manufatto e questa è stata una fortuna per gli archeologi, perché altrimenti nessuna traccia del tesoretto sarebbe giunta fino a noi.
Il Templo Mayor era, un tempo, alto circa 15 metri. Venne raso al suolo come il resto della capitale azteca Tenochtitlan dopo il 1521, al momento della conquista spagnola del Messico. Gli Aztechi, che chiamavano se stessi Mexica, lavoravano in modo magistrale l'oro e quasi tutte le loro riserve vennero saccheggiate dagli Spagnoli per essere fuse in lingotti, il cui trasporto in Europa era senz'altro più agevole.
Il lupo dorato venne seppellito durante il regno di Ahuitzotl (1486-1502), il sovrano più potente e temuto dei Mexica, che estese l'impero fino a comprendere l'attuale Guatemala. Il regno di Ahuitzotl fu particolarmente crudele e questo può spiegare anche il destino del giovane lupo. Gli archeologi ritengono che all'animale sia stato strappato il cuore come parte del sacrificio rituale di cui fu vittima, proprio come veniva fatto con i guerrieri nemici catturati in battaglia.

Fonte:
reuters.com

Turchia, i bagni del sultano

I resti di un balneum selgiuchide venuti alla luce nel castello di
Gevele (Foto: hurriyetdailynews.com)
Dei balnea utilizzati dai sultani Selgiuchidi sono stati scoperti all'interno di un castello sulla montagna di Takkel, nella provincia centrale di Konya, in Anatolia. Konya era, un tempo, la capitale dello stato selgiuchide e vi si trovano cisterne e mura di 5000 anni fa. La montagna di Takkel, a sua volta, conserva tracce di civiltà di epoca ellenistica, romana, bizantina, selgiuchide, karamanide ed ottomana. Nelle balze orientali del rilievo sono presenti tombe rupestri risalenti ad epoca romana.
La cima della montagna è chiamata Gevele in documenti molto antichi. Nelle campagne di scavo degli ultimi anni sono emersi numerosi reperti e manufatti. Il castello di Gevele ha avuto la funzione, nel corso dei secoli, di torre di osservazione naturale, grazie anche alla sua posizione ed ha avuto una funzione fondamentale nella difesa di Konya.
Nel castello si trovano una piccola moschea, una cisterna ed un tunnel, ma gli scavi stanno continuando e si spera di scoprire altre costruzioni. Tra i risultati più importanti conseguiti ultimamente vi sono sicuramente i due balnea che si pensa risalgano al medioevo e che, pertanto, rivestono un'importanza fondamentale poiché si tratta di rari balnea di epoca selgiuchide. Il castello era dotato anche di una terrazza con vista panoramica e degli appartamenti privati del sultano, ambienti che gli archeologi sperano di trovare quanto prima.

Fonte:
hurriyetdailynews.com

Tomba medioevale scoperta a Bari

Nel corso di saggi preliminari all'avvio dei lavori per il rifacimento della rete di fogna bianca, fogna nera e idrica in strada Annunziata, nella città vecchia di Bari, effettuati in corrispondenza della muraglia, all'interno di locali di proprietà comunale, è stata rinvenuta una tomba risalente con buona probabilità ad epoca medioevale.
Lo rende noto il Comune di Bari. Quanto prima l'assessore ai lavori pubblici, i tecnici comunali ed i responsabili della ditta appaltatrice effettueranno un nuovo sopralluogo con un archeologo della Soprintendenza nominato in ottemperanza alle prescrizioni.

venerdì 7 luglio 2017

Gezer, Israele, trovati i testimoni di un terribile assedio

Il primo dei tre corpi trovati a Gezer (Foto: Tandy Institute of Archaeology)
Scoperte di resti umani nella biblica Gezer, in Israele, sono le prove di una distruzione violenta avvenuta 3200 anni fa. Si tratta dei resti di un adulto e di un bambino, sepolti sotto la cenere e i frammenti di mattoni in fango.
La violenta distruzione dimostra che chi ha assalito e distrutto la città ha incontrato notevole resistenza. Gli scavi precedenti avevano individuato lo strato di distruzione originario. L'edificio in cui sono stati trovati i corpi dell'adulto e del bambino si trovava a sud di Gezer, uno dei punti più deboli della città. I resti erano gravemente danneggiati dal crollo dell'edificio e gli archeologi non sanno, ad oggi, dire se si trattasse di un adulto e un bambino egiziani, cananei o di altra origine.
I resti del secondo adulto trovato a Gezer(Foto: Tandy Institute of Archaeology)
L'antica città di Gezer ha svolto un ruolo piuttosto importante nel II millennio a.C. ed è frequentemente menzionata nei documenti egizi. Il faraone Thutmosis III ha immortalato il suo assedio sulle pareti del tempio di Karnak. Gezer attraversò un momento di floridezza durante il periodo di Amarna, quando regnava la XVIII Dinastia. La città è menzionata almeno nove volte nelle tavolette di Amarna. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che Gezer ospitasse anche la residenza di un governatore egizio. Gezer è vicina ad un itinerario commerciale che da est ad ovest conduce a Jaffa, sul mare, a Gerusalemme e a Gerico.
Nel XIII secolo a.C. Gezer venne violentemente distrutta e ridotta ad un cumulo di macerie fumanti ad opera del faraone Merenptah. Alla fine della XIX Dinastia il faraone voleva ristabilire il controllo sulle zone del Levante e Gezer era un obiettivo primario. La famosa stele di Merenptah, nota anche come la stele di Israele perché reca la prima menzione esplicita di Israele, è una stele della vittoria incisa nel granito che celebra una vittoria egizia contro i libici e menziona anche una battaglia in Canaan. Le due ultime righe riportano: "Canaan è saccheggiato con ogni difficoltà, Ashkelon è preso, catturato Gezer, e Yano'am ridotto a nulla. Israele è devastato, il suo seme non è più".
(Foto: Tandy Institute of Archaeology)
Gli scheletri rinvenuti dagli archeologi giacevano all'interno di un edificio diviso in diverse stanze. Le prove raccolte dimostrano che le stanze furono avvolte da un incendio talmente violento che il soffitto di una delle due camere crollò, seppellendo l'adulto e il bambino. L'adulto è stato così gravemente ustionato che non si può determinarne il sesso dai residui delle ossa pelviche. Era sdraiato sul dorso, con le braccia sulla testa. Il bambino indossava degli orecchini e si trovava accanto all'adulto. La camera in cui si trovavano era piena di cenere e mattoni di fango crollati. Nella stanza dove sono stati trovati i due scheletri sono stati rinvenuti anche un tavolo, una grande macina, diversi vasi per lo stoccaggio delle merci e grandi pithoi, il che ha portato ad ipotizzare che potesse trattarsi di una bottega.
A nord della stanza degli scheletri, gli archeologi hanno trovato un interessante muro di sostegno. I muri erano stati finemente intonacati. Qui è stato rinvenuto un terzo corpo, anch'esso testimone di una orribile fine. Si tratta di un adulto di 172 centimetri di altezza, sepolto sotto un mucchio di pietre crollate che ne ha favorito la conservazione del corpo. Insieme allo scheletro, in questa stanza gli archeologi hanno trovato scarabei e sigilli cilindrici oltre a diversi oggetti preziosi in faience e turchesi, tra i quali un interessante amuleto di forma rettangolare, datato al XIII secolo a.C., in cui è incisa, su entrambe le facce, la piuma della verità. La base reca il nome del faraone Ramses II.
All'inizio i ricercatori pensavano che l'edificio fosse la residenza del governatore egiziano a Gezer. Ma l'edificio, per quanto ben progettato, non è robusto come gli edifici costruiti dagli antichi egizi, per cui si è pensato che appartenesse ad un principe cananeo. Si tratta, con tutta probabilità, di una tipica casa patrizia della tarda Età del Bronzo. Alcune stanze sono state utilizzate come botteghe e gli archeologi sperano che i test del Dna li aiuteranno a determinare se i tre scheletri avevano un legame di parentela tra di loro. La distruzione massiccia degli edifici suggerisce che il faraone egiziano ha incontrato una pesante resistenza.

Teotihuacan, misteriosi tunnel sotto le piramidi

Teotihuacan (Foto: Victor R. Caivano, AP)
Gli archeologi che stanno lavorando tra le rovine di Teotihuacan, in Messico, hanno trovato le prove che i costruttori della città hanno scavato un tunnel al di sotto della piramide della Luna. I ricercatori hanno utilizzato, per esplorarlo, una sorta di tomografia automatizzata. Il tunnel si trova a circa 10 metri sotto la superficie della piazza che si apre di fronte alla piramide della Luna.
Le indagini condotte finora suggeriscono che il tunnel sia stato riempito nell'antichità. Altri tunnel sono stati scoperti a Teotihuacan mentre ne è stato esplorato uno al di sotto del tempio del Serpente Piumati. Probabilmente i tunnel erano associati con i sacri flussi d'acqua e il mondo sotterraneo.
"La scoperta confermerebbe che gli abitanti di Teotihuacan hanno seguito lo stesso schema in quasi tutti i templi", ha detto l'archeologa Veronica Hortega. Ulteriori studi saranno fatti per determinare quanto deve essere scavato del tunnel. Nel tunnel al di sotto del tempio del Serpente Piumato sono stati trovati semi, ceramica ed ossa di animali.

Fonte:
seattlepi.come

Il tesoro di Urium, in Spagna

Il tesoro di Urium, in Spagna (Foto: Gogo Lobato/AFP)
Un tesoro in oro e argento di antiche monete romane è stato trovato in un sito minerario ad Huelva, nella Spagna meridionale. La scoperta è di valore incalcolabile, una pietra miliare per l'archeologia dell'area.
Le monete sono in numero di 40-50 e risalgono al II secolo d.C., dell'epoca di Nerone e Traiano. I ricercatori ritengono che il proprietario delle monete era, forse, un residente piuttosto importante, che abitava nell'antico insediamento romano di Urium. Le monete sono state trovate raggruppate insieme, poiché probabilmente si trovavano in una borsa di cuoio. Il ritrovamento è molto importante per gli archeologi e gli storici per aggiungere particolari alla conoscenza dell'antica città di Urium, che si trovava sul luogo dove oggi sorge la città di Huelva e che si estendeva più ad ovest di quanto precedentemente si pensava.
Il ritrovamento va ad aggiungersi alla scoperta di 600 monete romane a Sevilla, nell'aprile 2016.

Fonte:
thelocal.es

Le scoperte nelle Domus di Santa Croce in Gerusalemme

Uno dei mosaici degli ambienti di rappresentanza delle Domus
costantiniane (Foto: roma.repubblica.it)
Nuove scoperte nell'area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, all'interno delle Domus costantiniane. Grazie alla nuova indagine della Soprintendenza Speciale di Roma sono emersi tre ambienti finora sconosciuti della Domus dei ritratti, che chiariscono la struttura e le funzioni di questa residenza dei dignitari della corte di Elena, madre dell'imperatore Costantino.
La zona della Domus dei ritratti e della Domus della fontana è stata anche interamente restaurata, dando risalto alle murature e ai pavimenti, con i loro preziosi mosaici del IV secolo d.C.. La pulitura degli ambienti e le nuove scoperte hanno anche reso più leggibile ai visitatori il complesso residenziale con le sue divisioni e funzioni. Le aperture speciali del comprensorio di Santa Croce in Gerusalemme - ha annunciato la Soprintendenza - saranno articolate in due fasi: dall'8 luglio fino al 16, le visite guidate saranno gratuite e senza prenotazione dalle 19 alle 20. Dal 21 luglio al 1° settembre tutti i venerdì apertura gratuita dalle 20 alle 23 con visite guidate su prenotazione.
"Lo scavo archeologico di questo lotto espande lo scavo delle Domus. Sono nient'altro che le residenze dei cortigiani di Elena, madre di Costantino, che agli inizi del IV secolo si stanzia a Roma come reggente, mentre il figlio va a Costantinopoli", ha spiegato il soprintendente Francesco Prosperetti.
"Abbiamo messo in luce nuovi ambienti che danno nuove notizie su un ingresso della Domus principale, la Domus dei ritratti. Il restauro inoltre ha permesso di stabilire meglio le divisioni tra le varie stanze", gli ha fatto ecco l'archeologa Anna De Santis.

Fonte:
roma.repubblica.it

lunedì 3 luglio 2017

Trovata la sepoltura di un capo preistorico in Inghilterra

L'urna neolitica scavata a Silsden, contenente i resti di un
personaggio di riguardo di epoca neolitica
(Foto: keighleyonline.co.uk)
Un'urna funebre intatta, risalente a 5000 anni fa, è stata trovata in un terreno destinato a sviluppo abitativo a Silsden, in Gran Bretagna. L'urna, risalente al tardo Neolitico, ha entusiasmato gli archeologi. Con l'urna sono stati rinvenuti diversi strumenti in ceramica e pietra focaia ed anche frecce, segno che nel sito, sicuramente molto più ampio di quanto appare, era stata seppellita una persona importante. Gli archeologi indagheranno ulteriormente l'urna con i raggi X prima di procedere alla rimozione del suo contenuto.
L'urna, estratta intatta dal terreno, si ritiene fosse impiegata principalmente per rituali e pratiche di sepoltura ed è decorata con linee incise sulla superficie. Si spera che, una volta esaminato il contenuto, il prezioso reperto possa essere messo in mostra nel Museo del castello di Cliffe.

Fonti:
keighleyonline.co.uk

Spagna, scoperto un interessantissimo carro votivo in bronzo

Spagna, il carro votivo in bronzo (Foto: CSCIC Comunicaciòn) Nel sito archeologico di Casas del Turunelo , nella provincia di Badjoz , in Sp...